domenica, Luglio 14, 2024
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Blockchain e professioni contabili: un rischio o una grande opportunità? Intervista a Andrea Fantozzi, partner di Prager Metis International LLC e Prager Metis CPAs, LLC

Nota di redazione: questo è il secondo di una serie di articoli relativi alla tecnologia blockchain e alle sue molte applicazioni.

La tecnologia blockchain[1] è divenuta nota, negli ultimi anni, grazie al Bitcoin, con cui spesso viene confusa; questa tecnologia, che è lo strumento alla base delle criptovalute, non è semplice da definire, a causa dei numerosi tecnicismi che la caratterizzano. Prescindendo da questi ultimi, essa rappresenta una nuova modalità di gestione delle informazioni che garantisce l’immutabilità dei dati al suo interno e certifica lo storico di tutti i dati e di tutte le operazioni collegate a ciascuna transazione.

La peculiarità della blockchain consiste nell’assenza di un intermediario professionale che debba garantire la veridicità dei dati. Questo compito, infatti, viene eseguito dai partecipanti stessi alla blockchain tramite un sistema di autenticazione. In aggiunta, ogni transazione salvata nella catena non può essere cancellata né modificata, e resta consultabile in qualsiasi momento da parte dei membri della rete.

Le transazioni a cui può essere applicata la tecnologia blockchain sono, idealmente, tutte quelle che coinvolgono più soggetti: dai pagamenti, alla gestione d’informazioni legate alla contrattualistica (come gli smart contracts), alle transazioni che riguardano lo scambio di beni e servizi, oltre a molte altre. I settori potenzialmente interessati sono, dunque, molteplici: dal bancario all’assicurativo, dall’energetico al sanitario, senza escludere il comparto delle telecomunicazioni.

Il fenomeno blockchain, benché susciti un certo entusiasmo grazie ai molteplici vantaggi che apporta sia ai privati che alle imprese, non è esente dal destare preoccupazioni.

Da un lato, infatti, si prevede che consentirà una trasmissione più sicura e rapida dei dati e delle informazioni, mentre la creazione di database dalle stesse caratteristiche dei libri maestri permetterà una semplificazione e velocizzazione dei processi necessari, ad esempio, per l’accertamento e il pagamento delle tasse.

Dall’altro lato, una delle sue caratteristiche principali, ossia la decentralizzazione, permette l’esecuzione dei processi in assenza di un intermediario certificatore, mettendo a rischio tutte quelle professioni quali notai, avvocati, revisori contabili e commercialisti, che da sempre si occupano, a diversi livelli, di certificare i dati e le informazioni.

La diffusione e l’impatto della blockchain stanno crescendo di pari passo con l’aumento del volume di dati prodotti ogni giorno. Tuttavia, secondo Gartner, sarà necessario attendere almeno fino al 2025 per assistere al manifestarsi dei suoi effetti più dirompenti e altamente trasformativi. Al momento, infatti, ci troviamo in quella che è stata individuata come la prima fase di sperimentazione e utilizzo della tecnologia.

Nonostante gli effetti si renderanno evidenti nell’arco di alcuni anni, i migliori professionisti di diversi settori si stanno già preparando ai possibili cambiamenti. Uno di loro, Andrea Fantozzi, Partner di Prager Metis International LLC e Prager Metis CPAs, LLC e direttore dell’Italian Desk di New York, ha acconsentito a rispondere ad alcune domande.

Grazie alla sua esperienza decennale in contabilità, auditing, due diligence e consulenza fiscale internazionale, nonché al supporto fornito alle aziende europee che vogliono entrare sul mercato americano, Andrea Fantozzi rappresenta un interlocutore privilegiato per fornire una panoramica di respiro internazionale.

In Italia, la tecnologia blockchain non è ancora del tutto percepita, né come opportunità, né come minaccia per alcune professioni. Com’è valutato il fenomeno negli Stati Uniti? Lei cosa ne pensa?

Tendenzialmente, le nuove tecnologie e i nuovi sistemi operativi vengono testati ed acquisiti prima negli USA per poi arrivare in Italia. Soprattutto per la mia professione, la blockchain costituisce una grande opportunità piuttosto che una sfida. Da parte mia, sono sempre orientato positivamente al cosiddetto ‘test and learn’ e all’acquisire nuove tecnologie che potenzino e ottimizzino il modo di lavorare nostro e delle nuove generazioni.

Nonostante l’effettiva applicazione ad ampio raggio richieda ancora, a quanto sembra, una decina d’anni, ritiene che la sua professione sia realmente minacciata dal fenomeno blockchain? Pensa che ci sia un modo per integrare questa nuova tecnologia e l’intervento umano dell’accountant?

Non penso che la mia professione possa venire in qualche modo minacciata. L’essenza del mio lavoro sta nella capacità di comprendere le esigenze e gli obiettivi del cliente e da lì saper consigliare la strada migliore da intraprendere. Si tratta di una combinazione di ampie conoscenze tecniche e capacità di intessere relazioni che non può essere sostituita neanche dal più tecnologico degli strumenti.

In Italia, essendo molto forte il rapporto personale di fiducia tra cliente da un lato e commercialista, notaio o avvocato dall’altro, il passaggio ad un procedimento del tutto depersonalizzato potrebbe risultare più complesso. Negli Stati Uniti invece, in una grande città come New York, esiste un legame così stretto con il cliente? Come pensa possa percepire un suo cliente il passaggio ad una tecnologia automatizzante?

In Prager Metis teniamo molto al rapporto di fiducia tra cliente e professionista e stiamo sviluppando dei servizi di consulenza che mirano a rafforzare questo rapporto. In questo senso, la tecnologia gioca un ruolo fondamentale perché ci aiuta ad accontentare il cliente in maniera più celere ed efficace.

Come vede il futuro professionale? Lei e il suo Studio state già pensando a possibili cambiamenti?

Lo studio è sempre al passo con i tempi. Di recente abbiamo implementato il servizio di Cybersecurity, consapevoli che il cybercrime sia diventata una minaccia reale per chiunque sia connesso alla rete. Proteggiamo i nostri clienti grazie a un sistema di monitoraggio e ad uno di training. Prager Metis Technology, LLC vanta un portfolio di servizi a supporto delle aziende che vogliono evitare un attacco cibernetico o per far fronte ad attacchi già avvenuti.

Infine, se dovesse dare un consiglio ad un giovane neolaureato che vuole intraprendere il suo percorso professionale, cosa gli consiglierebbe alla luce della nuova tecnologia in arrivo?

Mai accantonare le nozioni di base della contabilità che sono una “conditio sine qua non” per diventare dei professionisti nel nostro campo. Tenere viva la curiosità e la sete di conoscenza, perché non si smette mai di imparare.

Dalle parole di Andrea Fantozzi si trae l’importante insegnamento di guardare alla tecnologia blockchain come ad un’opportunità che può, semmai, affiancare il lavoro umano e renderlo più efficiente, senza tuttavia sostituirlo. Sicuramente, è un atteggiamento che è utile prendere come esempio in vista dei futuri cambiamenti.

[1] Simone Cedrola, La tecnologia blockchain: caratteristiche e possibili applicazioni, febbraio 2018, disponibile qui: http://www.iusinitinere.it/blockchain-caratteristiche-e-possibili-applicazioni-8228

Lucrezia Berto

Classe 1992, piemontese di nascita ma milanese d’adozione, si laurea nel 2016 in giurisprudenza alla School of Law dell’Università Bocconi. Dopo l'inizio della carriera professionale negli Stati Uniti e la pratica forense presso uno dei principali studi legali milanesi, decide di seguire le sue passioni iscrivendosi all’LL.M in Law of Internet Technology dell’Università Bocconi. Attualmente vive in Spagna, a Barcellona, dove si occupa di consulenza in materia IP, IT e Data Protection a startup ad alto livello tecnologico. Appassionata di nuove tecnologie, proprietà intellettuale e big data, è un’amante dei viaggi e dello sport. Contatto: lucrezia.berto@iusinitinere.it

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