giovedì, Luglio 25, 2024
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Comune Unico dell’isola d’Ischia: utopia o realtà?

Comune Unico dell'Isola d'Ischia
L’isola di Ischia attualmente è composta da sei comuni

Da qualche anno è in cantiere un progetto per un Comune Unico nell’isola di Ischia, mediante la fusione dei sei comuni attualmente esistenti. Tuttavia, gli intrecci politici e le forti resistenze di una parte della popolazione hanno momentaneamente messo in stand-by la situazione.

Come si diceva, i 46,3 km2 di superficie dell’isola di Ischia sono suddivisi in sei Comuni: Barano d’Ischia, Casamicciola Terme, Forio, Ischia, Lacco Ameno e Serrara Fontana. Nel novembre del 2002 è arrivata la prima proposta di istituzione del Comune unico dell’Isola d’Ischia[1]. In quell’occasione, conformemente a quanto stabilito dalla Legge Regionale n. 54/1974, erano stati acquisiti i pareri dei Consigli Comunali dei Comuni interessati: Casamicciola, Ischia e Lacco Ameno si erano espressi in senso favorevole a tale proposta, mentre di segno opposto erano i pareri Barano d’Ischia, Serrara Fontana e Foria.

Dopo una lunga attesa, nei mesi di luglio e settembre del 2010 sono stati elaborati due progetti di legge:

  • il primo[2], ad iniziativa dei Consiglieri De Siano e Martusciello, riguardava la fusione dei soli Comuni che con deliberazione si erano espressi in senso favorevole alla proposta di fusione;
  • il secondo[3], ad iniziativa del Consigliere Marino, propendeva per un Comune Unico dell’Isola d’Ischia (che comprendesse, dunque, anche i Comuni di Barano d’Ischia, Serrara Fontana e Foria).

La proposta De Siano-Martusciello poneva in rilevo come i tre Comuni in questione nelle annualità 2007 e 2008 avessero registrato rispettivamente il 54,45% ed il 54,57% delle presenze dell’intera isola d’Ischia. La fusione dei Comuni interessati e la creazione di un unico centro di amministrazione rappresentava – nell’ottica della proposta di legge – «l’unica possibilità di superare le gravi criticità già emerse nelle vicende amministrative dei consorzi di enti locali e di gestione associata dei servizi che avevano fatto registrare esperienze fallimentari con moltiplicazione dei centri di spesa ed inefficienze».

La proposta Marino, invece, è stata depositata a due mesi dalla precedente e riguardava tutti e sei i Comuni dell’isola, era accompagnata da una relazione molto più scarna di quella di De Siano e Martusciello, ma che metteva bene in risalto come l’isola d’Ischia fosse «un sistema unitario sotto l’aspetto naturale e storico, sociale e culturale, e oltre ogni evidenza sotto quello economico, dove il prodotto turistico, il suo bene primario, era costituito dall’isola nella sua integralità, di risorse, organizzazione e immagine».

Con Decreto del Presidente della Giunta Regionale del 2011[4], si rese nota la deliberazione del Consiglio Regionale del 20 dicembre 2010 sull’ammissibilità del referendum consultivo sulla proposta di legge concernente la costituzione del “Comune Isola d’Ischia”, accantonando dunque definitivamente la proposta di fusione dei soli Comuni che avessero espresso in passato parere positivo in tal senso.

Il 28 marzo 2011 la Giunta Regionale campana deliberò che nei giorni 5 e 6 giugno del 2011 si convocassero i comizi elettorali per il referendum di fusione dei sei Comuni dell’isola d’Ischia[5]. In quell’occasione tuttavia alle urne si recò solo il 28,48% degli aventi diritto, non permettendo il raggiungimento del quorum. Dei 15.081 voti totali, 12.709 si dichiararono a favore della fusione, mentre 2.225 erano contrari.

A quasi tre anni di distanza, il 31 luglio 2014 il Consiglio Regionale della Campania votò a favore dell’indizione di un altro referendum per la costituzione del Comune unico “Isola d’Ischia”, che l’allora Presidente della Regione Stefano Caldoro avrebbe dovuto indire. Inoltre, a seguito delle modifiche apportate dalla Legge Regionale n. 1/2012 che ha abrogato il comma 2 dell’articolo 23 della legge regionale n. 25/1975, il quale prevedeva che la proposta respinta non potesse essere ripresentata nel corso della stessa legislatura ed in ogni caso prima che fossero trascorsi 5 anni, il referendum sarebbe stato valido qualunque fosse la percentuale dei votanti. Tuttavia, la chiamata alle urne, contenuta all’interno del Collegato alla legge finanziaria regionale, non ebbe seguito.

Le ultime notizie sullo stato di avanzamento della fusione dei Comuni ischitani risalgono al 2016, quando è stata presentata una nuova proposta di legge regionale da parte del Presidente della Giunta Vincenzo De Luca, a firma del consigliere regionale isolano di Forza Italia, Maria Grazia Di Scala, e dei colleghi Flora Beneduce, Armando Cesaro, Paolino Monica, Ermanno Russo e Giampiero Zinzi. Dopo un letargo durato due anni, nei prossimi giorni (giovedì 18 gennaio) si riunirà il Consiglio Comunale di Ischia per discutere sulla proposta di istituzione del Comune Unico. Pertanto, seguiranno aggiornamenti di quello che, ad oggi, si tratterebbe del secondo Comune campano (ed il terzo dell’Italia Meridionale) ad intraprendere il cammino verso la fusione.

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[1] Proposta di legge regionale del 22 novembre 2002, n. 237.

[2] Proposta di legge regionale del 2 luglio 2010, n. 33.

[3] Proposta di legge regionale del 3 settembre 2010, n. 72.

[4] Decreto Presidente Giunta del 31 gennaio 2011, n. 20.

[5] Delibera della Giunta Regionale del 28 marzo 2011, n. 123.

Andrea Amiranda

Andrea Amiranda è un Avvocato d'impresa specializzato in Risk & Compliance, con esperienza maturata in società strategiche ai sensi della normativa Golden Power. Dal 2020 è Responsabile dell'area Compliance di Ius in itinere. Contatti: andrea.amiranda@iusinitinere.it

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