mercoledì, Luglio 17, 2024
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Esame del cadavere: i fenomeni cadaverici

Si parla dell’esame del cadavere in relazione alla tanatologia. La tanatologia è la scienza che studia il cadavere e le modificazione che il corpo subisce a seguito dell’evento morte. È quella scienza che, in sintesi, studia il cadavere nelle sue manifestazioni medico legali. È di fondamentale importanza, in quanto solo attraverso lo studio del cadavere è possibile determinare non solo l’epoca della morte, ma anche tutto quello che ne consegue. Sarà, quindi, possibile delineare un contesto per quella morte; contesto che sarà il primo tassello per lo studio della vittima e l’individuazione del presunto autore di reato. Di conseguenza, per realizzare un quadro completo ai fini dell’esame del cadavere, è bene soffermarsi sui fenomeni cadaverici.

I fenomeni cadaverici comprendono ‹‹l’insieme dei cambiamenti della struttura organica e dello stato fisico-chimico, cui va incontro il corpo dopo la morte››[1]. In particolare, si dividono in:

  • fenomeni cadaverici abiotici: immediati o consecutivi
  • fenomeni cadaverici trasformativi

Per brevità, in questo articolo,si tratteranno i fenomeni cadaverici abiotici e, in particolare quelli consecutivi.

Posto che uno degli obiettivi della tanatologia è quello di stabilire con certezza la morte di un soggetto, si parla dei fenomeni cadaverici abiotici consecutivi come processi che offrono quella certezza. Questo perché tali fenomeni possono comparire ed evolversi solo una volta che le attività vitali del soggetto sono cessate. Sono, quindi, di estrema importanza. I principali fenomeni cadaverici abiotici consecutivi sono:

  • Raffreddamento;
  • Rigor mortis;
  • Ipostasi[2].

A seguito dell’evento morte, non solo cessano le attività vitali, ma vengono meno anche i processi produttivi di calore (c.d. termoregolazione). A seguito di tale processo, la termogenesi della residua attività cellulare è talmente insufficiente che il corpo inizia a perdere calore. In questo modo, il corpo andrà incontro ad un progressivo abbassamento della temperatura (il raffreddamento), fino a raggiungere e ad uniformarsi con quella dell’ambiente esterno. L’intero processo si completa in tre fasi:

  • Meno 0,5 gradi nelle prime 3-4 ore;
  • Meno 1 grado nelle successive 6-8 ore;
  • Nelle ultime 18- 24 il corpo raggiunge la temperatura ambientale.

Il rigor mortis (o rigidità cadaverica) è il secondo dei fenomeni cadaverici abiotici consecutivi. Si manifesta in virtù di un rilassamento della muscolatura, a cui segue un irrigidimento dei muscoli volontari e involontari. Anche in questo caso, il processo si completa in fasi:

  • Insorgenza: prima compattezza del corpo, dopo 2- 3 ore dal rilassamento muscolare;
  • Stabilizzazione: il rigor mortis raggiunge la sua massima intensità, dopo 24- 48 ore dal decesso;
  • Risoluzione: è la scomparsa del rigor, che avviene dopo 3-4 giorni da decesso. In genere, coincide con l’inizio dei processi di putrefazione.

Infine, si parla di ipostasi. Tale fenomeno coincide con lo spostamento del sangue nelle zone declivi del corpo, riempendo il derma e facendo comparire una coloratura rosso vinosa. Come i fenomeni cadaverici descritti in precedenza, il fenomeno si divide in tre fasi:

  • Migrazione totale: le ipostasi scompaiono nella sede in cui sono sorte in origine, per spostarsi nelle nuove zone declivi del cadavere (6- 8 ore);
  • Migrazione parziale: una volta spostato il cadavere, le ipostasi originarie si attenuano, ma non scompaiono, mentre nuove macchie ipostatiche si formano nelle nuove zone declivi del corpo, ma sempre di colore tenue (8- 12 ore);
  • Fissità assoluta: le ipostasi primitive non vengono modificate e non se ne formano di nuove.

 

[1] In , 25 agosto 2014.

[2] ARCUDI G., MARELLA G.L., Il cadavere e la scena del crimine: un binomio inscindibile, in Manuale delle investigazioni sulla scena del crimine. Norme, tecniche, scienze, (a cura di) CURTOTTI D., SARAVO L., Giappichelli, 2013, pp. 650- 4.

Avv. Maria Vittoria Maggi

Avvocato penalista, esperta in Scienze Forensi, Vice Responsible dell'area di Criminologia di Ius in Itinere. Maria Vittoria Maggi nasce a Padova il 29/07/1992. Dopo un percorso complesso, ma ricco, si laurea  in giurisprudenza il 7 dicembre 2016 con voto 110/110, con tesi in procedura penale, dal titolo "L'esame del testimone minorenne". Prima della laurea, Maria Vittoria svolge uno stage di sei mesi presso il Tribunale di Trento: i primi tre mesi, svolge mansioni legate alla  sistemazione dei fascicoli del giudice e alla citazione di testimoni; per i restanti tre mesi, affianca un magistrato nell'espletamento delle sue funzioni, con particolare riferimento alla scrittura dei capi di imputazione e dei decreti, alla partecipazione alle udienze, alla risoluzione di problematiche giuridiche inerenti a casi in corso di udienza. Una volta laureata, il 7 febbraio 2017 Maria Vittoria decide di continuare il percorso iniziato in precedenza e, così, diventa tirocinante ex art. 73 d.l. 69/2013 presso il Tribunale di Trento. Durante i 18 mesi previsti di tirocinio , la stessa ha assistito un Giudice Penale partecipando alle udienze e scrivendo le motivazioni delle sentenze. Contestualmente al primo anno di tirocinio, Maria Vittoria ha voluto approfondire in maniera più seria la sua passione. Ha, così, iniziato un Master di II livello in Scienze Forensi (Criminologia, Investigazione, Security, Intelligence) presso l'università "La Sapienza" di Roma. Ha concluso questo percorso il 16 febbraio 2018, con una votazione di 110/110L e una tesi dal titolo "L'interrogatorio e l'analisi finalizzata all'individuazione del colpevole". Una volta concluso anche il tirocinio in Tribunale, Maria Vittoria ha intrapreso la pratica forense presso uno studio legale a Trento, approfondendo il diritto civile. Dal 29 ottobre 2018 si è, quindi, iscritta al Registro dei praticanti dell’Ordine degli Avvocati di Trento. Dopo questa esperienza, nell'ottobre 2019 Maria Vittoria decide di frequentare anche un rinomato studio penale di Trento. Questa frequentazione le permette di completare, a tutto tondo, l'esperienza penalistica iniziata con un Pubblico Ministero, proseguita con un Giudice e conclusa con un avvocato penalista. Il 23 ottobre 2020, Maria Vittoria si abilita all'esercizio della professione forense. Dal novembre 2020 Maria Vittoria fa, inoltre, parte di LAIC (Laboratorio Avvocati-Investigatori-Criminologi). Collabora per le aree di Diritto Penale e Criminologia di Ius in itinere. email: mvittoria.maggi92@gmail.com

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