domenica, Aprile 21, 2024
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Gli incentivi pubblici superati dal market parity nel fotovoltaico

Negli ultimi mesi il settore del fotovoltaico sta vivendo una rivoluzione grazie alla quale si sta allontanando dalla strada degli incentivi pubblici per avvicinarsi a quella del market parity. In tale ottica, gli incentivi sembrerebbero diminuire per avviare l’operatività nel settore del fotovoltaico del nuovo modello.

Da decenni, il settore fotovoltaico è uno dei protagonisti dell’economia italiana. Quest’ultimo, oggi, si presenta come un killer application[1], avendo ricevuto, gradualmente durante gli anni, importanti cali dei costi per la sua realizzazione ed implementazione derivanti da una politica di incentivi pubblici.

Gli incentivi pubblici, in tale settore, sono serviti per la copertura dei costi di realizzazione, soprattutto per quel che riguarda i grandi impianti realizzati per produrre e vendere energia direttamente sulla borsa elettrica. Oggi è ben prospettabile che tale settore potrà continuare a crescere distaccandosi dalle incentivazioni pubbliche ed entrando nel market parity.

Per meglio comprendere questo nuovo metodo è bene specificare il modus operandi delle incentivazioni pubbliche. Queste ultime nascono dalla necessità di agevolare lo sviluppo delle energie rinnovabili. Tutt’ora, grazie alla bozza di decreto sulle FER elettriche, firmata dal Ministero delle Sviluppo Economico, tali agevolazioni sono state estese anche al periodo 2018-2020. Invero, il decreto si rivolge a tutte le energie rinnovabili elettriche (es. eolico onshore, solare fotovoltaico, idroelettrico, geotermia etc.) al fine di massimizzare la quantità di energia rinnovabile producibile. Il settore del fotovoltaico, però, sta vivendo una trasformazione complessa e strutturale: l’entrata nel market parity.

Il market parity è il cosiddetto “punto di pareggio” che indica la convenienza del fotovoltaico nella vendita di energia sulla borsa elettrica, rispetto alle fonti energetiche convenzionali, ovvero rappresenta la possibilità di vendere energia sulla borsa elettrica ad un prezzo inferiore rispetto quella prodotta dalle fonti convenzionali. In tale contesto, emerge ictu oculi la maggior competitività del fotovoltaico che così si confronta direttamente con i prezzi delle altre fonti convenzionali.  A questo punto è opportuno precisare che quando si parla di fotovoltaico si fa riferimento ad un ampio e multiforme mondo che parte dagli impianti piccoli, gli stand alone, e finisce, per il momento, con i grandi impianti realizzati per produrre e vendere energia direttamente sulla borsa elettrica. Quest’ultima è il “contesto di riferimento” in cui avviene, quotidianamente, la compravendita di energia.  In estrema sintesi, quindi, la rivoluzione messa in campo da tale sistema consiste nella realizzazione di impianti che hanno accesso diretto al mercato elettrico generale e che competono liberamente con le altre fonti energetiche[2].

A questo punto è opportuno meglio delineare le peculiarità strettamente legate alle attività ed ai servizi di market parity, <<se i costi per la costruzione di un impianto solare, depurato da qualsivoglia incentivo pubblico, sono minori dei benefici che l’impianto fotovoltaico può ottenere attraverso l’accesso e la vendita diretta sulla borsa elettrica dell’energia prodotta[3]>>.

In tale ottica, che sembra di gran lunga superare quella degli incentivi pubblici, si vive una rivoluzione del fotovoltaico che, staccandosi dalle detrazioni pubbliche, inizia un cammino nuovo improntato sulla maggior competitività sul mercato.

Il decreto sulle FER elettriche e gli altri sgravi persistenti sono la testimonianza della strada, ancora lunga, che bisogna percorrere, per distaccare definitivamente il fotovoltaico dal settore pubblico. Tuttavia l’obiettivo sembra lontano anche perché, al momento, il legislatore non ha chiaramente disciplinato la materia lasciando così spazi bianchi. A tal riguardo è opportuno chiarire che nonostante il market parity sia, anche a livello europeo, ormai standardizzato, in Italia è approdato da poco, ragion per cui, prima che sia data intera operatività a tale settore, bisegnerebbe definirlo e limitarlo.

Gli incentivi pubblici per il fotovoltaico hanno reso possibile la creazione e lo sviluppo di sistemi d’energia rinnovabili. Gli sgravi, però, non hanno mai operato limitatamente al livello centrale dello Stato, ma, al contrario, hanno sempre investito anche le regioni. Così è stato possibile creare reti locali e nazionali capaci di tessere uno sviluppo coerente e conveniente. Il ruolo delle Pubbliche Amministrazioni, in talune occasioni delegate dal potere centrale, è stato fondamentale per la creazione di linee stringate dentro le quali si è mossa e si muove l’erogazione degli incentivi. Per una parte degli studiosi contemporanei, però, la non chiara legislazione in materia di market parity del fotovoltaico è una chiara scelta del legislatore rivelante una “non convinzione” definitiva circa l’eliminazione degli incentivi pubblici.

[1] Programma informatico od altra applicazione che, con la sua forte affermazione commerciale, determina anche il successo della tecnologia su cui si basa.

[2] H. C. Kuo, The effective yield test, the market parity test and earnings per share, 2018. In tale opera si affronta il tema del market parity affiancandolo alla logica, che qui si intende superare, degli incentivi pubblici. Nell’esaminare il sistema, l’autore, parte dalla sua struttura e non dimentica di citare l’importanza che hanno avuto, le incentivazioni pubbliche, soprattutto nel settore del fotovoltaico, per lo sviluppo del sistema e l’introduzione di esso nel market parity.

[3] P. Farenti, Il nuovo fotovoltaico, 2013. La monografia ben analizza il settore del fotovoltaico, esaminandone la ratio e lo sviluppo fino ad ipotizzare prospettive future. Tra queste vi è anche l’ingresso nel market parity.

Mirella Astarita

Mirella Astarita nasce a Nocera Inferiore nel 1993. Dopo la maturità classica prosegue i suoi studi presso la facoltà di Giurisprudenza dell’ateneo Federiciano. Amante fin da piccola della letteratura e dei mondi a cui dà accesso, crescendo impara a guardare e raccontare con occhio critico ciò che la circonda. Le piace viaggiare, conoscere posti nuovi, sentire le loro storie ed immaginare come possa essere vivere lì. Di indole curiosa lascia poche cose al caso. La sua passione verso il diritto amministrativo nasce seguendo i primi corsi di questa materia. Attenta all’incidenza che ha questa sfera del diritto nei rapporti giuridici, le piace sviscerare fino in fondo i suoi problemi ed i punti di forza. Attualmente è impegnata nella stesura di una tesi di diritto amministrativo comparato, riguardante i sistemi di sicurezza.

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