lunedì, Luglio 15, 2024
Amministrazione e Giustizia

La nuova Legge Urbanistica della Regione Campania: al centro il contenimento del consumo di suolo

A cura di Elisa Tunno

Con legge regionale del 29 aprile 2024, n. 5 – “Modifiche alla legge regionale 22 dicembre 2004, n. 16 recante Norme sul Governo del territorio”, il Consiglio Regionale della Campania ha approvato la riforma della Legge Urbanistica.

Trattasi di un importante ed atteso intervento di rivisitazione che si è raggiunto al fine di innovare le finora vigenti disposizioni in tema di pianificazione del territorio, risalenti al 2004: un tempo lontano, quest’ultimo, dai dominanti paradigmi e dalle nuove esigenze pianificatorie, oltreché inconsapevole dell’occorrendo bisogno di semplificazione amministrativa.

In aggiornamento alla legge regionale del 22 dicembre 2004, n. 16, le modifiche introdotte lo scorso aprile provvedono a farsi portavoce del carattere essenziale di uno degli obiettivi maestri nello spazio europeo, quale il contenimento del consumo di suolo: è in ordine all’ambizioso azzeramento del consumo di suolo netto da raggiungersi entro il 2050, figurante tra le premesse per il conseguimento degli obiettivi in materia di clima e di biodiversità proposti dal Green Deal europeo, che il provvedimento legislativo in oggetto risulta perfettamente in linea con tali ultime previsioni, come si legge dalla disposizione contenuta all’interno dell’art. 2, comma 1, indicante, in apertura, le finalità e le “azioni prioritarie” della rinnovata pianificazione urbanistica.

A tal proposito ed in via identificativa – per mezzo dell’aggiunta dispositiva di cui all’art. 2 ter –, ulteriormente si leggono le linee direttrici pensate al fine di concretamente raggiungere il predetto obiettivo, fissando quali direzioni obbligate in tale senso sia

  1. la limitazione degli usi trasformativi dei suoli agricoli nell’ambito del territorio rurale identificato dalla stessa fonte legislativa in questione;
  2. sia la realizzazione di interventi di de-impermeabilizzazione e rinaturalizzazione dei suoli urbanizzati.

Si tratta senza dubbio di un’inversione di tendenza rispetto al passato, quando per lunghi decenni era la regolazione dell’espansione a farla da padrona, provvedendo, dunque, alla trasformazione di aree inedificabili in aree edificabili, con conseguente attenzione per il solo territorio urbanizzato e la problematica dell’inurbamento, coinvolgendo in tale scopo le zone periferiche.

La centrale innovazione della riforma urbanistica in oggetto, al fine di rendere quanto finora premesso, risiede, tuttavia, nell’intenzione semplificativa posta a fondamento dell’attività di pianificazione territoriale tutta, sgombrando il panorama procedurale preesistente da artifizi burocratici a rallentamenti delle operazioni di pianificazione e approvazione: la previsione contenuta all’art. 21 della legge regionale campana n. 5/2024, in sostituzione dell’art. 22 della legge regionale n. 16/2004, individua quale strumento urbanistico generale per la pianificazione del territorio comunale della Regione Campania il Piano Urbanistico Comunale (PUC), stabilente “le regole d’uso del suolo e le trasformazioni urbanistiche e edilizie dell’intero territorio comunale” e, a sua volta, articolantesi obbligatoriamente nel Piano Strutturale Urbanistico (PSU) e nel Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE), contenenti la disciplina di dettaglio rispetto alle previsioni del Piano Metropolitano o Provinciale, razionalizzando, dunque, l’articolata composizione dell’annoso PUC, causa di difficoltà nell’attività di pianificazione di piccole realtà comunali, oggi auspicabilmente superate con la determinatezza e decisione dei contenuti sia del PSU, sia del RUE.

Si annovera, inoltre, tra le modifiche apportate all’iter di pianificazione territoriale ed urbanistica, il rafforzamento della partecipazione attiva della comunità fin dal momento primordiale del processo di redazione di un Piano o di un Programma, come previsto dal così modificato art. 5 della legge regionale campana n. 5/2024, favorendo il dialogo ed il confronto al fine di definirne il contenuto degli stessi.

È doveroso precisare, tuttavia, come quello campano non rappresenti un tempestivo primo esempio nazionale di avvicinamento e considerazione della tematica del contenimento del consumo di suolo nell’attività di pianificazione territoriale: in tal senso, difatti, è debito riconoscere il primato alla legislazione urbanistica regionale dell’Emilia-Romagna che, a partire dal 2017, ha fatto del tema in esame uno dei prioritari pilastri d’intervento, sia in considerazione del “suolo” quale risorsa da preservare, in quanto “non sigillato”, oltrechè “risorsa ecosistemica scarsa per eccellenza”, sia coerentemente con il fenomeno espansivo che, all’interno del nostro ordinamento, deve addebitarsi al concetto stesso di “contenimento di consumo di suolo”, determinando la messa in azione parimenti delle altre regioni, seppur preservando, come si registra per la Regione Campania, gli apparati normativi esistenti, nel tentativo di adattare la legislazione vigente e gli strumenti previsti dalla stessa alle innovate esigenze dettate dal mutamento spazio-temporale.

Quella del contenimento del consumo di suolo, d’altra parte, non è la sola ambizione che si riserva la recentissima legge regionale della Campania, inoltre interessante – peraltro a cascata – sia l’urgente sostenibilità ambientale, con l’implementazione dell’impiego delle fonti di energia rinnovabile, sia l’importante intervento in materia di mitigazione dei fattori di rischio idrologico, sismico, vulcanico e di altri rischi naturali ed antropici, non escludendo, in ultimo, il tema della rigenerazione urbana, anche di zone agricole.

Al netto della maggiorata attenzione che con il recente intervento di riforma regionale si riserva, in primis, alla tematica del contenimento del consumo di suolo, con la conseguente e necessaria modifica della struttura contenutistica degli strumenti urbanistici comunali, non può non dirsi, in conclusione, che la stessa novella rappresenta un passo in avanti nel controllo del territorio e dell’edilizia, uno strumento puntuale per rispondere alle esigenze attuali della Regione e della sua Comunità, favorendo lo sviluppo economico e sociale della stessa.

Note:

[1] Legge regionale 29 aprile 2024, n. 5;

[2] Legge regionale 22 dicembre 2004, n. 16;

[3] Legge regionale 21 dicembre 2017, n. 24;

[4] A. SCARCHILLI, “Rigenerazione e semplificazione, approvata la riforma urbanistica in Campania”, in www.inu.it;

[5] P. CARPENTIERI, Relazioni e conflitti tra ambiente e paesaggio, in federalismi.it, 13/2023, pp. 116 ss.

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