venerdì, Luglio 19, 2024
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L’usucapione: possedere le chiavi della cappella cimiteriale di famiglia e avere libero accesso alla tomba fa scattare l’usucapione

Ai sensi dell’art. 1158 del codice civile, la proprietà dei beni immobili e gli altri diritti reali di godimento sui beni medesimi si acquistano in virtù del possesso continuato per vent’anni.

La norma è abbastanza chiara, e si potrà procedere a usucapire sia la proprietà di  beni ma anche altri diritti reali di godimento su cosa altrui.

Perché si possa avere usucapione, il possesso deve avere taluni requisiti:

  1. Innanzitutto deve trattarsi di un possesso pacifico e pubblico, viene cioè richiesto che il possesso non deve essere acquistato in modo violento o clandestino;
  2. Deve trattarsi di un possesso che sia continuo per tutto il periodo indicato dal legislatore;
  3. Ma anche non interrotto, per cause civili, nel caso in cui il proprietario ne richieda la rivendicazione, ne per cause naturali, come eventi naturali che impediscano di esercitare questo potere di fatto sul bene.

I tempi richiesti affinché l’usucapione produca l’acquisto della proprietà o degli altri diritti reali di godimento, sono differenti a seconda del tipo di bene con cui abbiamo a che fare.

In caso di beni immobili, si pensi dunque al possesso continuo esercitato su di una abitazione, è necessario un possesso protratto per 20 anni (c.d. usucapione ordinaria).  È prevista poi una c.d. usucapione abbreviata, per la quale sono necessari solamente 10 anni ma è necessario che il possesso sia stato acquistato in buona fede  da chi non sia il proprietario, in forza di un titolo astrattamente idoneo al trasferimento della proprietà. Cosa vuol dire? Immaginiamo  il tipico caso di un acquisto di un bene a non domino, cioè da chi non ne era il vero proprietario. In questo caso in presenza di buona fede, in quanto l’acquirente credeva di avere a che fare con il vero proprietario, saranno necessari solo 10 anni per determinare gli effetti dell’usucapione.

In caso di universalità di mobili, facciamo riferimento all’ art. 816 del c.c. e cioè ad una pluralità di cose, che appartengono alla stessa persona e che hanno una destinazione unitaria: si pensi ad un gregge o ad una biblioteca. In questo caso il legislatore pretende 20 anni di possesso continuo ed interrotto prima che si verifichino gli effetti dell’usucapione.

Per quanto concerne i beni mobili, c’è da fare una distinzione:

  • In caso possesso in mala fede, è necessario un termine ordinario di 20 anni;
  • In caso invece di possesso in buona fede, ma in mancanza di un titolo astrattamente idoneo a garantirne il trasferimento, è necessario un termine ordinario di 10 anni;
  • In caso di possesso in buona fede e anche un titolo astrattamente idoneo al trasferimento, l’acquisto della proprietà o altro diritto reale di godimento si produrrà immediatamente, IL POSSESSO VALE TITOLO.

Infine per i beni mobili registrati, si pensi dunque ad autovetture, l’usucapione ordinaria si compie in 10 anni  e in caso di concorso di buona fede e titolo astrattamente idoneo , il termine sarà di soli 3 anni.

È prevista una disciplina speciale, detta usucapione speciale, che ai sensi dell’art. 1159-bis, stabilisce che per i piccoli fondi rustici e i fondi rustici montani con fabbricati annessi, l’usucapione ventennale si compie in 15 anni, mentre quella decennale in 5 anni.

Il lettore potrebbe però chiedersi se oggi si possano ancora verificare acquisti a titolo di usucapione. Probabilmente non si tratta di una cosa semplice. Magari per i piccoli terreni di campagna, situati in zone marginali con proprietari residenti all’estero,  il possesso continuato esercitato da un contadino potrebbe rappresentare un esempio ancora possibile. Ma si tratta tuttavia, di casi veramente rari.

Recentemente però è stata emanata una sentenza della Suprema Corte di Cassazione, 4196 del 2017, che ha previsto che “possedere le chiavi della cappella di famiglia e avere libero accesso alla tomba fa scattare l’usucapione”[1]. La questione riguardava alcuni consanguinei divisi sulla questione della proprietà della cappella: in particolare una parte della famiglia voleva che venisse riconosciuta loro la proprietà esclusiva del loculo in questione, mentre l’altra parte della famiglia, chiedeva che venisse ormai consolidata l’avvenuta usucapione visto il prolungato uso della cappella, del libero accesso ad essa e la disponibilità delle chiavi. La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza della Corte di Appello di Catanzaro, la quale aveva dato rilevanza ai 38 anni di possesso continuato e aveva dunque provveduto a dichiarare usucapione.

 

[1] www.Ilsole24ore.com

Anna Formicola

Anna Formicola, iscritta all'ultimo anno del corso di laurea in Giurisprudenza presso l'Università Federico II di Napoli, ha iniziato il suo corso di studi già con una matura passione per l'ambito civilistico. La sua penna è semplice, ma diretta. Arrivare al dunque e rendere l'argomento accessibile a tutti i lettori, è il suo obiettivo principale. Masticare il diritto non è una cosa facile, ma grazie all'ausilio di casi concreti e vicini alla relatà quotidiana, i suoi articoli saranno piacevoli da leggere e accresceranno di certo le vostre conoscenze.

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