mercoledì, Luglio 17, 2024
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Non vanno ridotte le ore di sostegno per gli studenti disabili per esigenze di bilancio: la nuova sentenza del CdS

 

 

 

La recente sentenza n. 2023, emanata dal Consiglio di Stato nel maggio 2017,  si è occupata della problematica questione relativa alle ore di sostegno da attribuire agli studenti disabili.

Attraverso la sentenza in esame, i giudici si sono opportunamente dilungati nella ricostruzione della normativa in materia che, presentandosi come tutt’altro che organica, prevede un duplice procedimento funzionale al riconoscimento delle ore di sostegno: in primis,  mediante le proposte ad personam del G.L.O.H. (gruppo di lavoro operativo handicap), poi comunicate dal dirigente scolastico, ci si occupa di quantificare le ore di sostegno da riconoscersi a favore dello studente in ragione delle necessità individuali dello stesso; in un secondo momento, invece, tenendo conto di questioni attinenti alla spesa pubblica, si procede all’effettiva liquidazione delle ore di sostegno.

Appare chiaro che siffatto meccanismo, nell’operare un bilanciamento di interessi, e dovendosi districare tra garanzie e diritti da riconoscersi agli studenti disabili ed esigenze di natura finanziaria, corre il serio rischio di attribuire una quantità di ore di sostegno nettamente inferiore a quella riconosciuta come necessaria per il singolo caso di specie.

Ed è stata proprio la ripetuta riduzione delle ore inizialmente riconosciute, ad aprire la strada a numerosi ricorsi da parte dei genitori di minori disabili che, facendo leva sull’importanza che negli anni si è attribuita al sostegno scolastico, hanno ottenuto una pronuncia favorevole dal Consiglio di Stato.

Infatti, già a partire dagli anni 90, superato il tradizionale regime di separazione degli alunni disabili dagli altri, attuato mediante il ricorso a “scuole speciali” e “classi differenziali”, il legislatore, in virtù di una sempre crescente attenzione alle esigenze dei soggetti disabili, ha incentrato il sistema scolastico sulla figura dell’insegnante di sostegno. L’integrazione dei ragazzi disabili all’interno della società, onde evitare fenomeni di isolamento, passa inevitabilmente attraverso l’integrazione che in primis deve realizzarsi in ambito scolastico non potendosi prescindere dalla figura dell’insegnante di sostegno, l’attività dei quali, spiegano i giudici, comporta evidenti vantaggi non solo per i disabili, in un quadro costituzionale che impone alle Istituzioni di favorire lo sviluppo della personalità, ma anche per le famiglie e per la società nel suo complesso; è per questo che, la loro presenza, giocando un ruolo di fondamentale importanza nella vita dello studente, non può essere in alcun modo limitata in ragione di esigenze di tipo economico-finanziario.

Il Consiglio di Stato ha infatti ritenuto preminenti le esigenze ed i diritti degli studenti, tali da non poter essere compressi in ragione di mere problematiche in tema di bilancio; la soluzione che i giudici hanno prospettato, prevede che i dirigenti scolastici, onde evitare di emanare atti illegittimi, dispongano l’attribuzione delle ore nella medesima misura valutata come necessaria dalla proposta del G.L.O.H., anche laddove gli Uffici scolastici non abbiano assegnato le risorse indispensabili, salvo poter poi porre in essere le misure idonee ed opportune fintanto che gli Uffici scolastici predispongano le ulteriori risorse.

Chiara Svampa

Chiara Svampa nasce a Napoli nel novembre del 1993. Dopo aver conseguito la maturità classica presso il liceo Umberto I di Napoli, si iscrive al Dipartimento di Giurisprudenza presso l'università Federico II di Napoli dove attualmente frequenta l'ultimo anno. Sin da subito animata da grande passione, con il progredire degli studi si interessa in particolar modo al Diritto Amministrativo. A conclusione del suo percorso universitario è infatti impegnata nella redazione della tesi in Diritto Amministrativo relativa alle nuove modalità di conclusione del procedimento amministrativo, seguita dalla Prof. Spagnuolo Vigorita.

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