lunedì, Luglio 15, 2024
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Finanza agevolata ed Europrogettazione

finanza agevolata

A cura di: Dott. Mario Nocera, 25 anni,  laureato in Scienze della Pubblica Amministrazione. Responsabile Area Europrogettazione e Finanza agevolata.

Nuovi metodi per iniziare a fare impresa.

Al giorno d’oggi fare impresa in Italia, così come in tutto il mondo è diventata una sfida ancora più ardua in rapporto agli anni passati. Complice la crisi economica dell’ultimo decennio, il consumo di ogni singolo bene materiale si è ridotto drasticamente, obbligando aziende di molteplici settori a un consistente ridimensionamento delle proprie attività lavorative sino a giungere in molti casi alla chiusura definitiva di impianti e stabilimenti, facilitando la formazione di un numero sempre crescente di inoccupati. Molte sono state e sono tuttora le istituzioni che, attraverso la realizzazione di fondi strategici, si sono prefisse l’obiettivo di aiutare chi ha risentito in maggior misura di questo purtroppo permanente periodo di regressione, tra cui piccoli e medi imprenditori.

La crisi ha danneggiato irrimediabilmente il mondo delle imprese, mutando e creando una società in cui, con riferimento all’opera “Vita liquida” di Bauman, si pensa maggiormente al consumo a scapito della qualità del prodotto. In particolare, va sottolineata in questo caso, l’incapacità della burocrazia italiana di aiutare le aziende, col mantenimento di una pressione fiscale i cui valori restano, ormai da anni, cifre nettamente superiori alle medie europee. Ciò incide in maniera estremamente negativa sul rilancio economico della penisola, che fatica ancora a ripartire.

A questo si oppone però fortunatamente un grande impegno da parte delle istituzioni europee il cui operato, nell’ultimo decennio, è stato per lo più mirato allo stanziamento di fondi atti ad aiutare una rinascita dei paesi costituenti, donde anche italiana. Nota dolente è purtroppo il fatto che Italia, mondo delle professioni e utilizzo dei fondi europei sono stati ad oggi un legame che non ha prodotto gli effetti sperati e che molto ha dovuto faticare per mettersi in moto. I dati riguardanti l’impiego dei Fondi europei per la programmazione 2014-2020 parlano chiaro: il nostro è lo stato europeo che ha avuto il maggiore finanziamento nella programmazione dei fondi strutturali 2020 ma ne ha utilizzati davvero una quota irrisoria, pari al 2,4%. A giustifica di ciò possiamo ritrovare solamente la difficoltà nell’attuazione dei nuovi regolamenti che hanno fatto sì che l’approvazione di tutti i programmi operativi nazionali e regionali si concludesse solamente alla fine del 2015, con due anni di ritardo.

Ma com’è possibile riuscire ad ottenere questa forma d’aiuto che mai come oggi sembra essere tanto richiesta quanto necessaria?

La risposta ci viene esplicata dal binomio: finanza agevolata.

Con questa espressione si indica qualsiasi strumento che il legislatore mette a disposizione delle imprese al fine dell’ottenimento di un “vantaggio competitivo” e si sostanzia in interventi di legge che vanno tipicamente a finanziare attività di investimento e di sviluppo delle imprese.

Esistono vari tipi di interventi e di contributo:

  • CONTRIBUTO IN CONTO CAPITALE
  • CONTRIBUTO IN CONTO ESERCIZI
  • CONTRIBUTO IN CONTO INTERESSI
  • MUTUO AGEVOLATO
  • CONTRIBUTO IN CONTO CANONI
  • CONCESSIONE DI GARANZIE
  • BONUS FISCALI E CREDITO D’IMPOSTA
  1. a) i contributi in conto capitale sono a fondo perduto. Vengono erogati a fronte di documenti di spesa quietanzati relativi a opere o beni strumentali;
  2. b) i contributi in conto esercizio sono a fondo perduto. Tassati in  quanto considerati ricavi. Coprono costi di gestione  corrente relativi ad un progetto;
  3. c) i contributi in conto interessi vengono concessi su un finanziamento a medio/lungo termine e ottenuti a condizioni di mercato. L’agevolazione è successiva all’ottenimento del finanziamento. Vengono spesso erogati al finanziatore che può così abbassare il tasso;
  4. d) il mutuo agevolato – contributo in conto interessi in cui esiste la contemporaneità tra concessione del  finanziamento e agevolazione. Il mutuo può essere  erogato solo a tassi agevolati;
  5. e) contributo in conto canoni – a fondo perduto per leasing stipulati a costo di mercato;
  6. f) concessione di garanzie:
  • integrativa – in % delle perdite del finanziatore anche prima della conclusione delle procedure esecutive;
  • sussidiaria – in % delle perdite del finanziatore anche prima della conclusione delle procedure esecutive;
  • sussidiaria – idem, solo dopo la conclusione delle procedure esecutive.

La possibilità di accedere attraverso varie tecniche di progettazione, ad un fondo che un ente pubblico, privato o sovrastatale (come nel caso dell’Unione Europea) ha messo a disposizione per diverse  categorie di imprese, associazioni e professionisti è un stata una misura efficiente per implementare realtà lavorative già esistenti o crearne delle nuove.

I fondi strutturali europei sono oggi lo strumento principale della politica degli investimenti per la politica di coesione dell’Unione europea, ed hanno lo scopo di favorire sia la crescita economica e occupazionale degli stati membri e delle loro regioni, sia la cooperazione territoriale europea. Essi si dividono in tre categorie:

I fondi FESR che sono  disciplinati dal Regolamento (CE) N.1301/2013

Quest’ultimo Regolamento è stato delineato  in un’ottica di concentrazione tematica e di specializzazione, al fine di contribuire al perseguimento della Strategia Europa 2020. Le aree su cui agisce sono:

  • innovazione e ricerca;
  • agenda digitale;
  • sostegno alle piccole e medie imprese (PMI);
  • economia a basse emissioni di carbonio.

Le risorse FESR stanziate a favore di tali priorità dipendono dalla categoria di regione:

  • nelle regioni più sviluppate almeno l’80 % dei fondi deve concentrarsi su almeno due priorità;
  • nelle regioni in transizione la concentrazione concerne il 60 % dei fondi;
  • nelle regioni in ritardo di sviluppo la concentrazione concerne il 50 % dei fondi.

Alcune risorse FESR, inoltre, devono essere specificamente destinate a progetti attinenti all’economia a basse emissioni di carbonio:

  • regioni più sviluppate: 20 %;
  • regioni in transizione: 15 %;
  • regioni in ritardo di sviluppo: 12 %.

 

Il Fondo sociale europeo (FSE) è uno degli strumenti finanziari odierni più importanti con cui l’Unione europea si è posta come obiettivo la crescita dell’occupazione negli Stati membri e soprattutto la realizzazione di una società inclusiva, grazie all’ incentivazione della coesione economica e sociale tra i vari paesi. Le risorse dell’FSE ammontano al 10% circa del budget comunitario totale.

Il Fondo di Coesione dell’UE fu creato quando l’istituzione era nominata Comunità Europea; si tratta di aiuti che l’Unione Europea ha stanziato con la finalità di finanziare infrastrutture di trasporto, progetti di educazione, salute ed ecosistema, destinati ai Paesi con un PIL inferiore al 90% della media. Non si parla quindi solamente di aiuti rivolti ad imprese, ma tra gli obiettivi della comunità emerge anche l’importanza di affrontare varie tematiche tra cui cultura (col programma Creative Europe) ed ambiente (con il programma Life). C’è poi un terzo programma, che in Italia assume toni decisamente rilevanti e che, col nome di Urbact, nelle sue diverse edizioni ha visto la promozione di piani locali per la formazione di uno sviluppo urbano, sostenibile sotto il profilo economico, ambientale e sociale (le città italiane sono, difatti, tra le principali partecipanti del programma URBACT a livello europeo). Infine degno di nota il programma “Europa per i Cittadini 2014-2020” nato con l’obiettivo di avvicinare i cittadini all’Unione, proponendosi di colmare la distanza, talvolta dai primi avvertita, dalle istituzioni internazionali.

I programmi appena elencati sono parte della strategia europea HORIZON 2020 che, partita nel 2014 prevede la loro realizzazione entro i prossimi tre anni.

Frutto di tale strategia è il bando “Resto al Sud” che, attraverso la mediazione di Invitalia, ha messo a disposizione di nuovi imprenditori under 35, residenti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, una dotazione finanziaria complessiva di 1.250 milioni di euro con l’intento di  creare Start-Up in grado di durare nel tempo ed affermarsi nel mondo del business.

Il provvedimento, è stato varato con decreto legge n.91 del 20 giugno 2017.

I particolari sulla concessione degli incentivi e sulle modalità di ammissibilità saranno contenuti nell’apposito decreto attuativo a firma del ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno, previsto entro 30 giorni dalla legge di conversione del provvedimento governativo istitutivo.

Dopo il via libera contenuto nel decreto ministeriale di attuazione sarà possibile presentare le domande di accesso ai finanziamenti, fino ad esaurimento delle risorse stanziate, direttamente sul sito di Invitalia –  soggetto gestore della misura per conto della Presidenza del Consiglio dei ministri –  che valuterà il progetto proposto entro 60 giorni. L’Agenzia per l’attrazione degli investimenti provvederà alla relativa istruttoria, valutando anche la sostenibilità tecnico-economica della proposta progettuale.

L’incentivo prevede un finanziamento fino ad un massimo di 50.000 euro per ciascun richiedente, con una quota a fondo perduto del 35 per cento e il restante 65 attraverso un prestito a tasso zero da restituire in 8 anni.

Nel caso in cui l’istanza sia presentata dal più soggetti già costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria, ivi incluse le società cooperative, l’importo massimo del finanziamento erogabile è pari a 50.000 euro per ciascun socio con tetto massimo ammissibile di 200.000 euro per ogni singolo progetto.

 

 

 

Fonti:

https://it.wikipedia.org

http://www.invitalia.it

 

 

 

 

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