Norme editoriali

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Parte prima

NORME GENERALI

Titolo in Times New Roman, grassetto, 14 punti, centrato, interlinea 1.5

Sottotitolo in Times New Roman, grassetto, 13 punti, centrato, interlinea 1.5

Abstract in italiano di minimo 200 e massimo 500 parole, in Times New Roman, tondo, 12 punti, giustificato, interlinea 1.5, rientro da ambo i lati di 2 cm.

Sommario: 1. Titolo del paragrafo 1. – 1.1. Titolo del sotto-paragrafo 1.1. – 1.2. Titolo del sotto-paragrafo 1.2. – 2. Titolo del paragrafo 2. – 3. Titolo del paragrafo 3. (Times New Roman, tondo, 12 punti, giustificato, interlinea 1.5, senza rientro).

1. Titolo del paragrafo in Times New Roman, corsivo, 13 punti, giustificato, interlinea 1.5, senza rientro, con spaziatura successiva di 2 punti. 

1.1. Titolo del sotto-paragrafo nello stesso stile.

Corpo in Times New Roman, tondo, 12 punti, giustificato, interlinea 1.5, senza rientro, con spaziatura successiva al paragrafo di 2 punti.

Inoltre:

  • L’utilizzo del corsivo è limitato alle parole straniere che non siano diventate di uso comune.
  • Per enfatizzare o dare un senso particolare ad un termine è necessario usare le virgolette inglesi (“ ”) e non il corsivo.
  • Le citazioni non superiori a 300 caratteri (spazi inclusi) «vanno formattate in questo modo se primarie», mentre «se secondarie […] “vanno inserite tra virgolette doppie”, in questo modo».
  • Le citazioni più lunghe di 300 caratteri (spazi inclusi) vanno invece inserite fuori testo come un paragrafo formattato in Times New Roman, tondo, 11 punti, giustificato, interlinea 1.5, spaziatura successiva di 2 punti, e con tutte le righe rientranti di uguale misura sul lato sinistro.
  • Le note a piè di pagina vanno formattate con il numero a esponente dopo la punteggiatura.[1]
  • Tutte le note a piè di pagina devono essere seguite da un punto.
  • La pagina va in formato A4 con un margine di 2 cm su tutti e quattro i lati.

[1]  Nota a piè di pagina in Times New Roman, tondo, 10 punti, giustificato, interlinea singola, senza rientro.

Parte seconda

TECNICHE DI CITAZIONE

1 Linee guida generali

1.1 Nomi di luoghi

Il luogo di edizione di un’opera straniera va indicato nella stessa lingua in cui è riportato nell’opera medesima. Le indicazioni utili a evitare ambiguità vanno riportate tra parentesi tonde:

Cambridge (Mass.)

London (Ontario)

1.2 Titoli originali

Le opere scritte in lingue diverse dall’italiano vanno citate con il titolo completo in lingua originale.

Se la lingua originale è diversa dall’inglese, al titolo va affiancato la sua traduzione in italiano, (indicata tra parentesi tonde).

 1.3 Alfabeti non latini

Dei termini in lingue che non fanno ricorso all’alfabeto latino dev’essere fornita la traslitterazione latina, alla quale può eventualmente essere accostata [tra parentesi quadre] l’originale.

2 Opere dottrinali

2.1 Indicazione degli autori

Il nome degli autori dovrà essere inserito con la prima lettera del nome maiuscola ed il cognome con la prima lettere maiuscola ed il resto minuscolo (es. C. Rossi, Lezioni di diritto…..).

Se sono presenti due autori, essi si citano nell’ordine riportato sul frontespizio dell’opera, separati da una virgola; se questa regola non è applicabile, si riporta il primo cognome per ordine alfabetico

G. Fiandaca, E. Musco, Diritto penale. Parte generale, 7a ed, Zanichelli, Bologna, 2014.

Nel caso di tre o più autori, si cita sempre il primo autore indicato nel frontespizio, seguito da et al.; se questa regola non è applicabile, si riporta il primo cognome per ordine alfabetico.

Damian Chalmers et al., European Union Law, Cambridge University Press, 2014.

2.2 Monografie e opere manualistiche

Il lavoro monografico si cita indicando l’autore, il titolo (in corsivo), la casa editrice (dove possibile anche se talora questo dato viene omesso),  l’anno di edizione. Ad esempio:

L. Kalb, La «ricostruzione orale» del fatto tra «efficienza» ed «efficacia» del processo penale, Giappichelli, Torino, 2005.

Modalità analoghe di citazione si seguono per le opere manualistiche:

M. Chiavario, Diritto processuale penale. Profilo istituzionale, Utet, Torino, 2005.

Il numero di pagina si abbrevia con la lettera “p.”  (es. Lezioni di diritto…, p. 53).

È abitudine scorretta – almeno secondo gli stili di solito adoperati nell’ambito della ricerca giuridica – indicare tra virgolette i titoli delle opere citate. Si indicherà, dunque:

G. Lozzi, Lezioni di procedura penale, 6a ed., Giappichelli, Torino, 2004, 467 ss. (e non G. Lozzi, “Lezioni di procedura penale”, 6a ed., Giappichelli, Torino, 2004, 467 ss.)

È superfluo, invece, precisare che le virgolette vanno utilizzate nei limiti in cui esse compaiano nel titolo originale:

M. Pisani, «Italian style». Figure e forme del nuovo processo penale, Cedam, Padova, 1998, 13.

2.3 Capitoli di opere monografiche e raccolte di saggi

Allorché ci si riferisca a un capitolo di libro, e l’intero libro sia ascrivibile a unico autore o a più autori contemporaneamente, il titolo del capitolo non va indicato:

G. Lozzi, Lezioni di procedura penale, 6a ed., Giappichelli, Torino, 2004, 467 ss. (e non G. Lozzi, L’applicazione della pena su richiesta delle parti, in Lezioni di procedura penale, 6a ed., Giappichelli, Torino, 2004, 467 ss.)

Si userà, invece, ovviamente l’indicazione del titolo del saggio quando si tratti di contributi su opera collettanea:

C. Fiorio, Inasprimenti al divieto di concedere benefici penitenziari, in AA.VV., Nuove norme su prescrizione del reato e recidiva, a cura di A. Scalfati, Cedam, Padova, 2006, 225 ss.

Allo stesso modo, si indicherà il titolo del saggio (che neppure in questo caso è propriamente configurabile come capitolo) se si citi una raccolta di saggi dello stesso autore:

D. Siracusano, La decisione allo stato degli atti: un pesante limite del giudizio abbreviato, in Id., Introduzione allo studio del nuovo processo penale, Giuffrè, Milano, 1989, 215 ss.

2.4 Riviste scientifiche e periodici

Il contributo su rivista si cita indicando l’autore, il titolo (in corsivo), l’abbreviazione della rivista che ospita il contributo (in corsivo), l’anno, la parte o sezione della rivista (se questa è suddivisa in parti o sezioni aventi ciascuna una propria numerazione di pagine), la pagina (o la colonna) di riferimento. Ad esempio:

E. Amodio, Giusto processo, diritto al silenzio e obblighi di verità dell’imputato sul fatto altrui, in Cass. pen., 2001, 3587 ss.

G. Silvestri, La massimazione delle decisioni penali della Corte di cassazione: i nuovi criteri, in Foro it., 2004, V, 17 ss.

2.5 Opere collettanee

Il contributo su opera collettanea si cita indicando l’autore, il titolo (in corsivo), il titolo del volume che ospita il contributo (in corsivo), l’eventuale curatore del volume, i dati editoriali del volume stesso (casa editrice, luogo e anno di edizione), la pagina (o le pagine) di riferimento. Ad esempio:

G. Spangher, I nuovi profili della riparazione per l’ingiusta detenzione, in AA.VV., Il processo penale dopo la riforma del giudice unico, a cura di F. Peroni, Cedam, Padova, 2000, 239 ss.

N. Galantini, Limiti e deroghe al contraddittorio nella formazione della prova, in Il contraddittorio tra Costituzione e legge ordinaria, Atti del Convegno di Ferrara (13-15 ottobre 2000), Giuffrè, Milano, 2002, 81 ss.

2.6 Voci enciclopediche

Nella citazione della voce enciclopedica occorre specificare l’autore, la denominazione della voce (in corsivo, preceduta in tondo dall’indicazione «voce»), l’opera enciclopedica che ospita la voce, il numero ordinale del volume, i dati editoriali dello stesso volume (casa editrice, luogo e data di edizione), la pagina (o le pagine) di riferimento. Ad esempio:

E. Dolcini, <<voce>> Potere discrezionale del giudice (dir. proc. pen.), in Enc. dir., vol. XXXIV, Giuffrè, Milano, 1985, 744 ss.

P. Ferrua, <<voce>> Difesa (diritto di), in Dig. disc. pen., vol. III, Utet, Torino, 1989, 466 ss.

3 Riferimenti giurisprudenziali

Occorre premettere che, nella maggior parte dei casi, le decisioni giudiziali recano due date diverse: quella di deliberazione della pronuncia (a seguito di rito in camera di consiglio o in udienza pubblica) e quella (successiva) di deposito della stessa in cancelleria. La più consolidata tradizione (che pur ammette deroghe) tende a citare la giurisprudenza costituzionale e la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo con la data di deposito, la giurisprudenza di legittimità e di merito con la data di deliberazione della pronuncia. Ciò posto si indicano, di seguito, con maggiore dettaglio i criteri di citazione delle diverse pronunce.

3.1 Giurisprudenza costituzionale

Per la giurisprudenza costituzionale si indica l’autorità emanante (la cui abbreviazione canonica è «Corte cost.»), la tipologia di decisione (ordinanza o sentenza), la data di deposito, il numero di decisione. Ad esempio:

Corte cost., sent. 26 febbraio 2002, n. 32.

Corte cost., ord. 27 aprile 2001, n. 112.

3.2 Giurisprudenza di legittimità

Per la giurisprudenza di legittimità si indica l’autorità emanante (la cui abbreviazione canonica è Cass. pen., Cass. civ.), la sezione che ha emesso la decisione (il dato è talora omesso, ma è opportuno sempre indicarlo ove la pronuncia sia emessa a sezioni unite), il numero e la data della stessa. Ad esempio:

Cass. pen., SS. UU., n. 4389 dell’11 aprile 2006.

Cass. civ., Sez. III, n. 8439 del 9 maggio 2001.

Cass. civ., Sez. II, n. 9379 del 5 marzo 2004.

3.3 Giurisprudenza di merito

Per la giurisprudenza di merito si indica l’autorità emanante (le principali abbreviazioni sono: Ass. app. per Corte di assise di appello, App. per Corte di appello, Ass. per Corte di assise, Trib. per Tribunale, Giud. pace per Giudice di pace, Trib. min. per Tribunale per i minorenni), la sede geografica in cui siede il giudice, il numero e la data della stessa. Ad esempio:

Trib. Bologna, n. 1823 del 21 luglio 2005.

Ass. Milano, n. 1483 del 1 maggio 2009.

Giud. pace Bassano del Grappa, n. 9087 del 26 marzo 2004.

Sono comuni i criteri di indicazione della sede di pubblicazione della pronuncia citata. Per le pronunce pubblicate su rivista si indica l’abbreviazione della rivista, l’anno, la parte (se la rivista è ripartita in più parti o sezioni aventi autonoma numerazione), la pagina (o colonna) di riferimento. Ad esempio:

Corte cost., 22 gennaio 1992, n. 4, in Giur. cost., 2004, 20.

Cass, VI, 21 dicembre 2000, Veloccia, in Cass. pen., 2001, 3484, n. 1623.

Cass., III, 4 febbraio 2004, Consoletti e a., in Foro it., 2004, II, 543.

Trib. Cassino, 21 maggio 2001, Iannone, in Arch. n. proc. pen., 2001, 635.

3.4 Massime

E’ ormai diffusa la metodologia di citazione delle massime ufficiali di legittimità mediante il codice numerico (a sei cifre) attribuito alla massima dal Centro elettronico di documentazione (C.E.D.) della Corte di Cassazione. Ad esempio:

Cass., III, 14 gennaio 2003, Gervasio, in C.E.D. Cass., n. 224169.

Cass., III, 3 giugno 2004, C., in C.E.D. Cass., n. 229600.

3.5 Giurisprudenza di ordinamenti esteri

I casi provenienti da sistemi di common law vanno riportati scrivendo i nomi delle parti, , il volume del law report in cui la decisione è pubblicata, l’anno della decisione (tra parentesi tonde). Se non evidente dal contesto, lo Stato di provenienza della decisione va specificato tra parentesi tonde alla fine della nota.

Southern Pacific Co. v. Jensen, 244 U.S. 205 (1917) (Stati Uniti).

Cox v. Irlanda, 2 I.R. 503 (1992).

Per i paesi di civil law, la prassi più diffusa prevede che si citi l’autorità emanante, la città (dove applicabile, la data della decisione per esteso, il numero della decisione e/o l’indicazione del volume in cui è stata pubblicata la sentenza. Se non evidente dal contesto, lo Stato di provenienza della decisione va specificato tra parentesi tonde alla fine della nota.

Hof van Cassatie (Corte di Cassazione), 16 marzo 2007, AR F050049N (Belgio).

Conseil constitutionnel (Corte costituzionale), 29 dicembre 1982, No.82-154DC (Francia).

3.6 Giurisprudenza europea e internazionale

I casi provenienti da corti europee si deve indicare l’autorità decidente, la data per esteso, i nomi delle parti.

Corte giust. eur., 11 settembre 2008, CEPSA c. LVTobar.

Corte eur. dir. uomo, 18 gennaio 1978, Irlanda c. Regno Unito.

Per i casi decisi da organi giurisdizionali delle Nazioni Unite si indicano i nomi delle parti, il numero del caso, la data della delibera. Quando il tribunale decidente non è evidente dal contesto o dalla sigla inserita nel codice del caso, esso si specifica alla fine della nota, tra parentesi tonde.

Procuratore c. Jean-Pierre Bemba Gombo, ICC-01/05-01/08, 23 maggio 2008.

Procuratore c. Tadic, IT-94-1-I, 2 ottobre 1995 (Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia).

3.7 Riferimenti online

Pur se è consigliabile, in proposito, una certa parsimonia, sono ammesse le citazioni da siti internet, specie se istituzionali:

Corte cost., sent. 5 maggio 2006, n. 184, in www.cortecostituzionale.it

Corte eur. dir. uomo, 7 ottobre 1988, Salabiaku c. Francia, in echr.coe.int

4 Riferimenti legislativi 

4.1 Normativa italiana

In generale, riferimenti legislativi vanno fatti utilizzando le abbreviazioni art./artt., n./nn., c., lett., cpv., d.lgs., l., Cost., sia nelle note che nel corpo del testo. Ad esempio:

art. 3

5-bis

lett. c)

d.lgs. 101/2018

241/1990

d.l. 81/2008

4.2 Normativa proveniente da altri ordinamenti

I codici e gli altri materiali legislativi provenienti da giurisdizioni straniere vanno citati in lingua originale, aggiungendo tra parentesi tonde la traduzione in italiano. Ad esso devono seguire il riferimento agli articoli o sezioni citati, la data di promulgazione, il volume della gazzetta ufficiale in cui la legge è stata pubblicata (quando reperibile). Qualora essa non sia già evidente dal contesto, la giurisdizione straniera da cui proviene la fonte va specificata tra parentesi tonde al termine della nota.

L’indicazione del paragrafo si abbrevia con par., quella delle sezioni con il simbolo §/§§.

Burgerliches Gesetzbuch (Codice Civile), art. 13, 18 agosto 1896, Reichsgesetzblatt 195 (Germania).

Hakai katsudo boshiho (Legge sulla prevenzione degli atti sovversivi), l. 240/1952, art. 4, par. 1 (Giappone).

4.3 Trattati internazionali

I trattati e gli altri accordi internazionali vanno citati inserendo il nome completo dell’accordo, l’articolo o la sezione citata (se del caso), la data della sua sottoscrizione e l’indicazione della fonte dell’organo in cui il documento è raccolto.

Convenzione di Ginevra relativa al trattamento dei prigionieri di guerra, art. 3, 12 agosto 1949, 75 U.N.T.S.135.

Se l’accordo non è stato firmato in una singola data, indicare il giorno esatto in cui è stato aperto alla firma. Se oltre alla data di sottoscrizione si vuole dare particolare rilevanza anche a un’altra data (es. data di ratifica o di entrata in vigore), è necessario inserirla tra parentesi tonde.

Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, aperta alla firma il 10 dicembre 1982, 1833 U.N.T.S. 397 (entrata in vigore il 16 novembre 1994).

5 Risorse online

Gli articoli e gli altri materiali online vanno citati indicando l’autore, il titolo (in corsivo), la prima data di pubblicazione (per esteso), l’URL e la data di consultazione del sito (in formato gg/mm/aa).

Nome Cognome, Titolo: sottotitolo, giorno mese anno di prima pubblicazione, all’indirizzo , visitato il gg/mm/aaaa.

6 Tecniche di abbreviazione

La prima citazione di ogni opera va effettuata in forma completa. Ad esempio:

Amodio, Giusto processo, diritto al silenzio e obblighi di verità dell’imputato sul fatto altrui, in Cass. pen., 2001, 3587 ss.

Dolcini, voce Potere discrezionale del giudice (dir. proc. pen.), in Enc. dir., vol. XXXIV, Giuffrè, Milano, 1985, 744 ss.

6.1 Citazioni successive alla prima

Le citazioni successive alla prima, all’interno della stessa serie di note, vanno, invece, rese in forma abbreviata. Ad esempio:

Amodio, Giusto processo, diritto al silenzio e obblighi di verità dell’imputato sul fatto altrui, cit., 3588.

Dolcini, voce Potere discrezionale del giudice, cit., 748.

6.2 Citazioni tratte dalla medesima fonte

Quando, nell’ambito della stessa nota, dopo la citazione di un’opera (o di una pronuncia), si cita, di seguito, un’ulteriore opera (o un’ulteriore pronuncia) tratta dalla medesima fonte (ad esempio, dalla medesima rivista), l’indicazione di questa va abbreviata con «ivi». Ad esempio:

Amodio, Giusto processo, diritto al silenzio e obblighi di verità dell’imputato sul fatto altrui, in Cass. pen., 2001, 3587 ss.;

Carcano, Quale insindacabilità dei parlamentari?, ivi, 2004, 2690 ss.

Cass., III, 10 gennaio 1979, Bossoli, in C.E.D. Cass., n. 140755; Cass., VI, 10 dicembre 1980, Cingolani, ivi, n. 147020.

6.3 Citazioni tratte dal medesimo passo

Quando, nell’ambito della stessa nota, dopo la citazione di un’opera (o di una pronuncia), si cita, di seguito, un ulteriore dato tratta dalla stessa fonte nella identica pagina, l’indicazione della fonte va abbreviata con «ibidem». Ad esempio:

Cass., I, 27 gennaio 2003, Orsogna, in Cass. pen., 2004, 2963; Cass., VI, 4 aprile 2003, Vitale, ibidem.

6.4 Citazioni tratte da opere diverse dello stesso autore

Quando, nell’ambito della stessa nota, dopo la citazione di un’opera, si cita, di seguito, un’ulteriore opera dello stesso autore, il nome di questi va abbreviato con «Id.». Ad esempio:

Saccucci, Riparazione per irragionevole durata dei processi tra diritto interno e Convenzione europea, in Dir. pen. proc., 2001, 893 ss.; Id., La “legge Pinto” al vaglio della Corte europea, ivi, 1301 ss.

Non è in ogni caso consentito l’uso di op. loc. cit., op. ult. cit. e op. loc. ult. cit.

6.5 Nomenclatura abbreviata per le principali riviste scientifiche

La citazione delle riviste giuridiche segue – anche qui – criteri di abbreviazione frutto di abitudini stratificatesi nel tempo. Pur se talora tali criteri sono esposti a modifiche (ad esempio, la rivista Questione giustizia si abbrevia, di solito, Quest. giust., ma è accreditata, di recente, anche la più compatta QuestG; la rivista Cassazione penale si abbrevia, di solito, Cass. pen., ma di recente ricorre anche CP), si elencano, di seguito, le modalità classiche di abbreviazione delle più importanti riviste generali e di quelle del comparto penale e processuale:

Corriere giuridico: Corr. giur.

Critica del diritto: Crit. dir.

Democrazia e diritto: Dem. e dir.

Diritto e giustizia: Dir. e giust.

Documenti giustizia: Doc. giust.

Foro italiano: Foro it.

Giurisprudenza costituzionale: Giur. cost.

Giurisprudenza di merito: Giur. merito

Giurisprudenza italiana: Giur. it.

Guida al diritto: Guida dir.

Minori giustizia: Minori giust.

Politica del diritto: Pol. dir.

Questione giustizia: Quest. giust.

Rassegna forense: Rass. forense

Archivio della nuova procedura penale: Arch. n. proc. pen.

Archivio penale: Arch. pen.

Cassazione penale: Cass. pen.

Difesa penale: Dif. pen.

Diritto penale e processo: Dir. pen. proc.

Indice penale: Ind. pen.

Legislazione penale: Legisl. pen.

Rivista di diritto processuale: Riv. dir. proc.

Rivista italiana di diritto e procedura penale: Riv. it. dir. proc. pen.

Rivista penale: Riv. pen.

Rivista trimestrale di diritto e procedura civile: Riv. trim. dir. proc. civ.