Una risposta

  1. 14/06/2022

    […] Il processo di integrazione europea si è caratterizzato fin dall’inizio, com’è noto, per una preponderanza indiscussa verso l’integrazione economica e finanziaria piuttosto che quella politica e sociale. Se poi, in seguito alla creazione dell’euro e della BCE, l’Europa politica si è venuta costituendo (pur tra mille difetti e mancanze) la caratterizzazione sociale dell’Unione Europea non si è mai avuta, se non tramite scarsi strumenti concernenti sicurezza sociale e protezione delle minorane sul luogo di lavoro. Eppure, all’epoca dei tre pilastri decisi nel trattato di Maastricht, il pilastro sociale europeo era deputato esattamente a questa funzione. In questo modo, quello che per tempo si è chiamato modello sociale europeo – caratterizzato dalla triade diritti sociali, diritti di cittadinanza, protezione sociale – è stato ed è tutt’ora una questione fondamentalmente nazionale. Ciò si è reso necessario a causa degli enormi differenziali all’interno dell’UE per quanto riguarda i livelli di sviluppo nelle diverse aree dell’Europa: fatto che è diventato ancora più evidente con l’ingresso dei paesi dell’Est Europa nel nuovo millennio. Anche dal punto di vista giuridico i trattati fondativi dell’UE richiamano la legislazione in materia di sicurezza sociale e lavoro solo in maniera sporadica e di principio, escludendo tra l’altro la possibilità che l’UE possa intervenire sulle retribuzioni applicate a…. […]

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