giovedì, Giugno 20, 2024
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La proposta di fusione delle due Nocera

“Le due Nocere”, Nocera Inferiore e Nocera Superiore, sono due comuni campani in provincia di Salerno. Il primo ha una popolazione di 46.847 abitanti per una superficie di 20,95 km2, mentre il secondo di 24.255 per 14,66 km2. In questi giorni, grazie all’iniziativa di un gruppo di cittadini, riuniti nel Comitato Pro Referendum, si sta mettendo in piedi una proposta di Comune Unico.

 

1. La popolazione

Qualora il progetto di fusione andasse in porto, il nuovo Comune costituirebbe una delle realtà più sviluppate dell’intero territorio campano, con una popolazione complessiva di 71.102 abitanti per 35,61 km2. Tale dato numerico non deve apparire spropositato se si considera ad es. che il Comune di Nuova Pescara (già approvato, che verrà istituito il 1° gennaio 2019) avrà una popolazione di 193.697 abitanti[1] e che Corigliano-Rossano (recentemente istituito) ha raggiunto i 77.100 abitanti, divenendo di colpo il terzo Comune per popolazione in Calabria e superando addirittura Cosenza (capoluogo dell’omonima Provincia)[2].

 

2. I benefici

Le fonti cardine per la fusione sono la Costituzione[3] ed alcune leggi regionali[4], oltre alla copiosa normativa sugli incentivi offerti dal Legislatore nazionale.
Con l’approdo al Comune Unico, il nuovo ente godrebbe del contributo straordinario pari al 60 per cento dei trasferimenti erariali attribuiti per l’anno 2010 (fino ad un massimo di 2 milioni di euro per ciascun beneficiario)[5], oltre alla possibilità di usufruire di alcuni vantaggi accessori quale la possibilità di prevedere, all’interno del nuovo statuto, l’istituzione di Municipi nei territori della Comunità di origine[6]. E ciò alla luce del fatto che nelle fusioni uno dei nodi cruciali da sciogliere è proprio quello di garantire un’adeguata forma di decentramento a popolazioni fortemente affette da tendenze campaniliste. In proposito rileva la possibilità, per i Comuni che istituiscano Municipi, di mantenere – non oltre l’ultimo esercizio finanziario del primo mandato amministrativo del nuovo Comune – tributi e tariffe differenziati per ciascuno dei territori degli Enti preesistenti alla fusione[7].

Altri benefici previsti dal Legislatore nazionale in cui rientrerebbero immediatamente i due Comuni sono:

  • l’assoggettamento al Patto di stabilità interno dal quinto anno successivo all’istituzione del Comune Unico, assumendo quale base di calcolo le risultanze dell’ultimo triennio disponibile[8];
  • la possibilità di utilizzare i margini di indebitamento consentiti dalle norme vincolistiche in materia a uno o più dei Comuni originari e nei limiti degli stessi, anche nel caso in cui dall’unificazione dei bilanci non risultino ulteriori possibili spazi di indebitamento per il nuovo ente[9];
  • la possibilità, per il Legislatore regionale, di fissare una diversa decorrenza, rispetto a quella stabilita dalla normativa statale, degli obblighi di esercizio associato di funzioni comunali – o di modularne i contenuti – per i Comuni derivanti da fusione[10];
  • l’esenzione, per un mandato elettorale, dell’obbligo di esercizio in forma associata delle funzioni comunali[11];
  • l’esenzione da oneri fiscali per il trasferimento della proprietà dei beni mobili e immobili dai Comuni estinti al nuovo Comune[12];
  • tre anni di tempo per adeguarsi alla normativa sull’omogeneizzazione degli ambiti territoriali ottimali di gestione e per la razionalizzazione della partecipazione a consorzi, aziende e società pubbliche di gestione, salve diverse disposizioni specifiche di maggior favore[13];
  • non applicazione, nei primi 5 anni, di limitazioni sulle assunzioni e sui contratti di lavoro a tempo indeterminato, purché il rapporto tra spesa di personale e spesa corrente sia inferiore al 30% e fermi restando il divieto di superamento della somma delle spese di personale sostenute dai singoli Enti nell’anno precedente alla fusione e il rispetto del limite di spesa complessivo definito a legislazione vigente[14].

 

3. “Nuceria” tra fusione e scetticismi

Come è noto, non sempre la strada per la fusione di due o più Comuni risulta agevole. Basti pensare che, nel caso in esame, il sindaco di Nocera Superiore aveva proposto addirittura di mutare il nome del comune in Nuceria, sulla base di vicende storico-culturali[15]. In proposito, il Comitato Pro Referendum ha osservato in una nota che “il territorio dell’antica città di Nuceria corrisponderebbe non solo a quella di Nocera Superiore, ma anche a quello dell’attuale Nocera Inferiore. Se la città etrusca, sannitica e romana nacque nel territorio dell’attuale Nocera Superiore, infatti, nel Medioevo si assistette allo spostamento dell’abitato nel territorio dell’attuale Nocera Inferiore, sul quale prosperò la città rinascimentale, moderna e contemporanea. Ciò avvenne in assoluta continuità e senza distinzione alcuna. Quando, nel 1851, le due città furono separate, ciò avvenne tracciando il confine con una linea dritta, senza alcuna consapevolezza della presenza della città romana da una parte o dall’altra. Per questo motivo, si propone che Nuceria diventi il nome che unisce (come, del resto, ha sempre unito) non quello che divide”.

Un sostegno al Comitato Pro Referendum è arrivato, inoltre, dal mondo del calcio: l’A.S. Nocerina 1910, attualmente militante in Serie D, ha riunito sotto il vessillo rossonero i cittadini dei due centri confinanti dell’Agro. In occasione della gara contro l’Ercolanese, il club ha fatto sì che una delegazione del Comitato sfilasse sul terreno di gioco con uno striscione con scritto “Una sola Nocera”[16].

fusione nocera inferiore e nocera superiore
Lo striscione esibito contro l’Ercolanese

Lo stesso sindaco del Comune di Nocera Inferiore, avv. Manlio Torquato, è intervenuto ricordando come una scelta nel senso di una Unione dei Comuni “non terrebbe conto della realtà di quasi un quarto di secolo, dal 1995 ad oggi” e, cioè, delle grandi difficoltà che una scelta del genere produrrebbe. Torquato afferma: “Veniamo fuori, nell’Agro, da anni di difficile gestione di un Piano di Zona, di un Patto Territoriale, che dovevano essere già da tempo, ben prima che una Unione dei Comuni, strumenti di una comune strategia dell’Agro. Sono invece miseramente fallite entrambe, con seri disagi finanziari, fino al punto che il Piano Sociale di Zona è stato smembrato ed il Patto è in liquidazione. Perché? Perché fuori da ragioni spicce: cattiva gestione finanziaria, utilizzo degli stessi come strapuntini politici da parte di tutti gli schieramenti, assunzioni pletoriche, improvvisazione; hanno fatto i conti con una difficoltà di regia politica che negli anni, sia i Comuni sia la Provincia, hanno dimostrato di non poter fare. Per incapacità? No. Ma perché non credo che i processi federativi, che mettano insieme più volontà di più enti, possano funzionare in modo paritario, dal basso, come si dice oggi. È la storia che ce lo insegna: nessun processo di aggregazione, senza una leadership di regia unitaria, ha mai funzionato, Dalla Grecia antica agli Stati Uniti, che furono federati al prezzo di una guerra civile che vide vittoriosa una parte, all’Europa attuale che in assenza di una regia politica forte rischia di saltare in più pezzi”[17].


[1] A. AMIRANDA, Comune Unico: il caso Pescara, in Ius in itinere, 2018.

[2] A. AMIRANDA, Comune Unico di Corigliano-Rossano: ecco come cambierà la Calabria, in Ius in itinere, 2018.

[3] Art. 133, comma 2, Cost.

[4] Legge Regione Campania nn. 54/1974 e 25/1975.

[5] Art. 1, comma 868, legge n.  205/2017.

[6] Art. 26, comma 3, D.lgs. n. 267/2000.

[7] Art. 1, comma 132, legge n. 56/2014.

[8] Art. 31, comma 23, legge n. 183/2011.

[9] Art. 1, comma 119, legge n. 56/2014.

[10] Art. 1, comma 120, legge n. 56/2014.

[11] Art. 1, comma 121, legge n. 56/2014.

[12] Art. 1, comma 128, legge n. 56/2014.

[13] Art. 1, comma 133, legge n. 56/2014.

[14] Art. 1, comma 450, legge n. 190/2014.

[15]Tratto da  www.puntoagronews.it

[16] Tratto da www.ilmattino.it

[17] Tratto da www.lacittadisalerno.it

Andrea Amiranda

Andrea Amiranda è un Avvocato d'impresa specializzato in Risk & Compliance, con esperienza maturata in società strategiche ai sensi della normativa Golden Power. Dal 2020 è Responsabile dell'area Compliance di Ius in itinere. Contatti: andrea.amiranda@iusinitinere.it

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