lunedì, Aprile 15, 2024
Diritto e Impresa

La valutazione economica dei brevetti

La valutazione economica di un brevetto riveste una notevole importanza nel mondo del diritto industriale poiché questo è oggetto di gestione e sfruttamento da parte di chi ne possiede i diritti. In particolare, la possibilità di attribuire un valore monetario a un bene che nasce per definizione come immateriale, pur garantendo garantisce la risoluzione di un problema reale, non è operazione semplice. Inoltre, il brevetto è un bene il cui prezzo non può essere comparato con quello dei prezzi negoziati di beni simili poiché si tratta di un unicum i cui benefici non sono definibili a priori dal momento che dipendono da numerose variabili (momento di sviluppo dello stesso, applicazione in un procedimento di produzione già attivato ecc). Ne consegue un complesso dibattito in relazione a quali debbano essere i parametri da condividere nell’individuazione del valore di un brevetto. Perciò sono stati elaborati diversi metodi che partendo da presupposti differenti ne fanno scaturire diverse implicazioni ed aspetti positivi e negativi, di seguito illustrati.

1 – Metodo del costo

Si  determina il valore dell’asset attraverso la sommatoria dei costi sostenuti per il suo ottenimento.  Quindi, per esempio, si farà riferimento al prezzo qualora il brevetto sia stato acquistato mediante compravendita oppure al costo storico del brevetto fino al momento di un suo possibile utilizzo.

Questo metodo risponde all’esigenza di certezza che viene garantita dalla semplicità concettuale, nei calcoli e nella reperibilità dei dati necessari.

Pro: Appropriato nei casi in cui è difficoltoso prevedere benefici futuri del brevetto.

Contro: Non tiene in considerazione i potenziali benefici di cui potrebbe godere l’impresa grazie al brevetto. Non permette di giungere all’individuazione del valore di mercato del brevetto né il suo valore intrinseco.

2 – Metodi di mercato

Viene utilizzato per la valutazione di beni reali: parte dal presupposto che il prezzo di un’attività non dovrebbe discostarsi di troppo dal prezzo negoziato di attività simili.

Pro: Appropriato nei casi in cui esiste un mercato caratterizzato da numerose e trasparenti transazioni di beni simili a quello da valutare.

Contro: Il mercato dei brevetti ha come oggetto beni immateriali e unici che portano a non preferire questo metodo per motivi strutturali.

3 – Metodi basati sui flussi

Partendo dal presupposto che l’attivo di un’impresa è dato da una serie di flussi, si attribuisce un valore all’asset sulla base dei costi e dei benefici ottenuti dall’impresa a seguito dello sfruttamento del bene. Vi sono diverse varianti di seguito descritte.

Pro: Metodo intuitivo per determinare il valore di un bene immateriale.

3a. Metodi differenziali

Si determina il beneficio differenziale che un’impresa ottiene utilizzando un brevetto rispetto alla situazione di non impiego. I benefici a seconda dei casi si possono sostanziare in maggiori ricavi o minori costi.

3b. Relief from Royalties

Un’impresa che possiede un brevetto trae guadagno dal mancato pagamento di royalties all’ipotetico possessore dello stesso brevetto. Attraverso questa prospettiva i risparmi di costo vengono identificati come benefici. Ne segue che il valore del brevetto può essere calcolato basandosi sul flusso di royalties che un’impresa chiederebbe per cedere diritti sul brevetto.

Pro: Esistono riviste specializzate che pubblicano periodicamente i tassi di royalties applicati nei vari settori industriali.

Contro: Difficile rinvenire transazioni trasparenti e comparabili aventi ad oggetto brevetti.

3c. Technology factor

È una variante dei metodi differenziali. Si parte dal valore dell’impresa che possiede il brevetto e attraverso il technology factor si giunge al valore dell’asset. Questo fattore ha come limite superiore la percentuale massima del valore del business che si può attribuire al brevetto e deve inoltre tenere in considerazione una serie di elementi come il rischio di obsolescenza, il capitale richiesto per la commercializzazione ecc.

4 – Metodi basati sulle opzioni

Quando si valuta un brevetto si devono considerare anche le opzioni future che dipendono spesso da scelte di management, ma anche da elementi esterni non controllabili.

4a. Metodo dell’albero delle decisioni (Decision tree Analysis)

Se il numero di momenti che potenzialmente creerebbero una biforcazione di alternative per la vita del brevetto è limitato o finito, la valutazione può essere effettuata tramite l’albero decisionale che è tipico delle opzioni finanziarie. Ad ogni possibilità viene corrisposta una percentuale di probabilità individuata da esperti, cui corrisponde poi un risultato finale.

4b. Metodo delle opzioni reali

A differenza del metodo appena analizzato, nella realtà le possibilità che devono essere tenute in considerazione sono numerose e complesse. Ne consegue la rappresentazione di un numero maggiore di nodi dell’albero decisionale. Le opzioni sono paragonabili alle opzioni finanziarie che possono essere oggetto di acquisto e vendita, come il brevetto garantisce all’impresa il diritto, ma non l’obbligo di effettuare ulteriori investimenti per la commercializzazione della tecnologia sottostante oppure al contrario l’impresa può decidere di abbandonare il progetto e considerare gli investimenti sostenuti come il prezzo dell’esercizio dell’opzione reale.

Nella realtà molto spesso ciascun deal applica regole e principi propri, ma conoscere i più importanti modelli di valutazione è fondamentale.

Elisabetta Colombo

Elisabetta Colombo, in concomitanza agli studi accademici presso la facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Milano, è attualmente attiva nell'associazione internazionale ELSA (The European Law Students' Association) con la nomina di Presidente di ELSA Milano ed inoltre lavora nel Team for External Relations di ELSA Italia. Nel febbraio 2016 si è aggiudicata il quarto posto all'ICC International Commercial Mediation Competition e a novembre il primo classificato alla II National Negotiation Competition organizzata da ELSA Italia. Ricopre la carica di Head of Organizing Committee della III edizione della National Negotiation Competition che sarà ospitata da ELSA Milano questo novembre. Con l'incarico di National Coordinator e Researcher del Legal Research Group internazionale sul tema dell'European Compliance Benchmark ha approfondito la relativa tematica coordinando al contempo il gruppo di lavoro italiano giungendo dunque alla pubblicazione del lavoro lo scorso maggio.

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