giovedì, Maggio 30, 2024
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Mercosur-UE: una nuova fase nel commercio internazionale?

Mercosur e Unione europea segnano una data storica per il commercio internazionale: lo scorso 28 giugno, dopo venti anni di negoziati, è stato raggiunto tra i due blocchi l’accordo bilaterale sul libero scambio. Un accordo che, qualora entrasse in vigore, darebbe vita alla più grande area di libero scambio tra due regioni del mondo, Europa e Sud America.[1]

Ciò che è accaduto il 28 giugno a Bruxelles tra Mercosur ed Ue è però solo una fase dell’iter procedurale per la formazione dell’accordo, che per entrare in vigore necessita di ulteriori complessi adempimenti. Nei fatti, la Commissione UE ha negoziato il testo dell’accordo con i paesi del Mercosur, raggiungendo l’intesa politica salutata con successo dal Presidente Juncker.

La Commissaria al commercio dell’Ue Cecilia Malstroem[3] ha dichiarato che il testo del trattato così approvato lo scorso 28 giugno,  dovrà essere tradotto dalla Commissione[4] nelle 23 lingue europee, per poi passare alla revisione dal punto di vista giuridico. Tra l’altro, si dovrà decidere se farlo entrare in vigore provvisoriamente oppure attendere la ratifica da parte del Parlamento Europeo, del Consiglio e dei Parlamenti nazionali.

Ma cos’è il Mercosur?

Il Mercato Comune Sudamericano nasce nel 1991 e ad oggi ne fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay.[5] L’area di libero scambio, che ha recentemente visto l’espulsione del Venezuela, ha fino ad oggi negoziato le sue relazioni commerciali con l’UE tramite l’Interregional Framework Cooperation Agreement[6] entrato in vigore nel 1999. L’Accordo Quadro venne firmato a Madrid nel 1995 e fu il primo nel suo genere a ipotizzare una zona di libero scambio fra i due spazi economici, da realizzare entro il 2005[7]; esso, infatti, mirava a rafforzare le relazioni esistenti tra le parti istituendo un dialogo politico regolare per promuovere la creazione di un’associazione interregionale finalizzata, in ultima istanza, alla graduale e reciproca liberalizzazione degli scambi.

Le negoziazioni per un accordo commerciale vero e proprio tra Ue e Mercosur sono cominciate nel 2000 e nel corso di questi lunghi diciannove anni varie sono molteplici i motivi che hanno reso le trattative così lunghe e complesse, tanto da portare a ben 39 round negoziali. Invero, entrambe le parti hanno rallentato le trattative, forse motivati dalla (supposta) poca utilità della modifica delle relazioni commerciali e dallo scetticismo di molti attori politici e statali verso il libero scambio. Dopo anni di stallo, i negoziati sono ripresi nel 2010, per bloccarsi poi nel 2012, anno in cui è stato sia firmato il Protocollo per l’accesso della Bolivia al Mercosur, sia decretato l’ingresso del Venezuela (paese poi espulso nel 2017 a causa delle turbolente vicende politiche).

Infine, il 28 giugno u.s. è stato raggiunto un accordo politico per un equilibrato, completo e onnicomprensivo accordo commerciale[8], ed e’ stata proprio la sua portata complessa e incidente su macro aree produttive a causare problemi e lunghe discussioni al riguardo.

Contenuto dell’Accordo

Per comprendere l’effettiva portata che l’accordo avrà sul commercio mondiale, bisogna analizzare la dettagliata disciplina e l’incidenza delle vicende politiche nazionali sulla nuova regolamentazione del commercio tra UE e Sudamerica.

L’accordo interregionale prevede, in primo luogo, l’abolizione della maggioranza dei dazi sulle esportazioni UE verso il Mercosur, garantendo la maggiore competitività delle imprese europee le quali riuscirebbero a risparmiare 4 miliardi di euro di dazi all’anno.[9] Due sono i macro settori su cui va ad incidere l’accordo: il settore industriale ed il settore agroalimentare.

Per quanto riguarda il comparto industriale,  i settori che beneficeranno dell’eliminazione dei dazi sono[10]:

  • i macchinari, che ad oggi si attestano tra il 14% e il 20%;
  • i prodotti chimici, che subiscono dazi fino al 18%;
  • il settore farmaceutico, che ha dazi fino al 14%;
  • il settore del tessile e dell’abbigliamento che subisce tariffe del 35%.
  • il settore auto, che ad oggi subisce tariffe pari al 35%.

Il Mercosur liberalizzerà il 91% del commercio, grazie alla piena liberalizzazione del settore dell’automotive, così come quello dei macchinari, chimico e farmaceutico.

L’Unione Europea è il primo partner commerciale per il Mercosur e liberalizzerà il 92% del commercio, sebbene per alcuni settori considerati sensibili si applicherà il sistema delle quote, ovvero, 99.000 tonnellate per la carne bovina, 180.000 tonnellate per il pollame, 450.000 tonnellate per l’etanolo ad uso chimico, 60.000 tonnellate per il riso e 45.000 tonnellate per il miele.[11] Sebbene la bilancia commerciale sia di poco più vicina agli interessi dell’UE, ci sono dei fattori che causano squilibri nell’economia del vecchio continente in uno dei due macro settori disciplinati, ovvero il comparto agroalimentare. Questo poiché i paesi del Mercosur esportano nel Mercato Unico prodotti agroalimentari per circa 21 miliardi di euro all’anno rispetto alle importazioni dal valore di 2 miliardi annui, dati che  confermano  la crescente domanda di prodotti provenienti dal Sud america nel mercato europeo. Nonostante questo primo elemento di criticità, l’accordo comporterebbe in ogni caso la riduzione degli elevati dazi Mercosur a cui sono attualmente soggetti i prodotti di esportazione dell’UE come  cioccolato e dolciumi (20 %), i vini (27 %), gli alcolici (dal 20 % al 35 %) e le bevande analcoliche (dal 20 % al 35 %). La cosiddetta guerra dei dazi, una volta cessata, porterebbe alla creazione de un mercato di 780 milioni di persone, secondo quanto affermato dal Commissario al Commercio Ue, Cecilia Malmström.

Fondamentale aspetto nella regolamentazione del settore agroalimentare sono inoltre le garanzie legali poste a tutela dalle imitazioni di circa 357 prodotti europee riconosciuti tramite l’indicatore Geographical Indications (GIs) quali Tiroler Speck (Austria), Fromage de Herve (Belgio), Münchener Bier (Germania), Comté (Francia), Prosciutto di Parma (Italia), Polska Wódka (Polonia), Queijo S. Jorge (Portogallo), Tokaji (Ungheria) e Jabugo (Spagna). Il punto è stato oggetto di numerosi interventi; infatti, in un’interrogazione del Parlamento Europeo alla Commissione del 2018, si è discusso proprio del tasso di rischio per le eccellenze agroalimentari DOP/IGP del Made in Italy. Dal testo emerge chiaramente la preoccupazione dei produttori italiani e delle associazioni di categoria, come Coldiretti e Federalimentare “per l’insufficiente salvaguardia delle indicazioni geografiche d’origine nell’accordo”[12].In maniera maggiormente incisiva, la disciplina dell’accordo mira conseguentemente a disciplinare alcuni casi di denominazioni contese (per ciò che riguarda le Dop e Igp Italiane protette), come per esempio il Prosecco in Brasile, caso in cui l’UE è riuscita ad ottenere la graduale rimozione dal mercato della denominazione pre-esistente. Inoltre, un gruppo ristretto di aziende dei paesi del Mercosur potrà continuare ad usare denominazioni come “parmesano” e “reggianito” restando sempre Grana Padano e Parmigiano Reggiano prodotti protetti le cui denominazioni non potranno essere utilizzate nel mercato sudamericano evitando allo stesso tempo qualsiasi evocazione ingannevole sull’origine.[13]

Uno dei punti più delicati dell’accordo è quello relativo le importazioni di carni, strettamente collegato alle istanze di tutela ambientale da parte dei paesi del Mercosur. Oltre ad un eventuale effetto distorsivo causato da un eccessivo aumento delle importazioni nel Mercato Unico e al timore francese di un’esplosione di importazione di carne bovina, ciò che ha creato maggiori preoccupazioni durante i negoziati, è stato il tema sicurezza dei prodotti alimentari, a causa della scarsa tracciabilità delle carni provenienti da Brasile e Argentina, lamentata dai produttori europei. Nel corso dell’ interrogazione parlamentare sopra citata si legge quanto segue: “L’accordo UE‐Mercosur intende consentire le importazioni nell’UE a dazio zero di grandi quantitativi di carne bovina sudamericana (fino a 130 mila tonnellate) sprovvista degli standard produttivi e di tracciabilità UE, il che metterà a rischio la salute dei consumatori europei.” Le crescenti preoccupazioni sono state acuite dallo scandalo scoppiato in Brasile nel 2017, l’operazione  “Carne Fraca[14], definita la più grande opera di antisofisticazione mai realizzata, che ha visto il coinvolgimento di oltre 22 aziende brasiliane tra cui le maggiori produttrici alimentari del paese, portando alla luce una terrificante attività di adulterazione delle carni che prevedeva l’uso di prodotti chimici per il “maquillage” della carne scaduta compresi acidi non permessi per l’uso alimentare. Non solo nei tranci di bovino brasiliano ma anche nelle carni di pollo.

Accanto ai problemi relativi alla sicurezza alimentare c’è la delicata questione ambientale che ancora una volta vede il Brasile nell’occhio del ciclone. Le liberalizzazioni stabilite dall’accordo non riguarderanno solo i dazi e la proprietà intellettuale, ma anche le regole sui pesticidi e gli OGM,[15] oltre al fatto che quanto stabilito nel testo andrà ad incidere in maniera irreversibile sulla distruzione della foresta Amazzonica. Il Mercosur infatti punta ad incrementare le esportazioni di carne bovina di circa il 30%, arrivando a circa 99 mila tonnellate annue, così alimentando una delle prime cause per la distruzione dell’Amazzonia. Le più allarmanti perplessità risiedono nel fatto che accanto alla dettagliata disciplina dei punti dell’accordo non sono apparentemente previste clausole vincolanti o sanzioni per eventuali violazioni in tema di diritti umani, sicurezza alimentare e rispetto ambientale. I dati forniti dai rapporti dell’Agenzia Spaziale Brasiliana (INPE) sono sconvolgenti: nel mese di giugno, la deforestazione amazzonica è cresciuta dell’88% rispetto allo scorso anno[16], cifra destinata a crescere, dato che solo nei primi mesi di governo Bolsonaro la foresta Amazzonica ha perso 4.565 km quadrati. La linea politica del presidente brasiliano spaventa anche per la concessa autorizzazione all’utilizzo di 239 pesticidi particolarmente nocivi e per la minaccia di abbandonare l’Accordo di Parigi.[17]

I fattori politici che hanno inciso sulla conclusione dell’accordo affondano le loro radici nelle dimensioni eccezionali dello stesso, che andrà a coinvolgere circa 780 milioni di persone, e soprattutto nei milionari interessi in gioco, dato l’enorme impatto economico stimato. Sul versante europeo i leader di 7 paesi (Germania, Repubblica Ceca, Portogallo, Spagna, Svezia, Lettonia e Paesi Bassi) hanno sollecitato, tramite una lettera inviata al presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, il raggiungimento di un testo favorevole ad entrambi le parti, “approfittando dell’attuale situazione politica dei paesi del Mercosur”[18]. Diverso l’approccio di Francia ed Italia, paesi più scettici all’intesa UE-Mercosur. Il presidente Macron ha a lungo nutrito dubbi rispetto agli effetti dell’accordo sull’agroalimentare nazionale relativamente alle importazioni di carne bovina, arance, vino, olio, zucchero, pasta e lattiero e caseari. Gli stessi timori sono in parte condivisi anche dal Ministro Italiano dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio e dai rappresentanti di categoria dei piccoli e medi imprenditori. La stangata del Ministro è arrivata in questi giorni, a dar voce al malcontento del settore agricolo e al timore di un’invasione sul mercato interno prodotti a breve, medio e lungo termine ma il Premier Conte nel corso del G20 di Osaka si è mostrato favorevole alla conclusione dei negoziati. Ai timori in merito alla sicurezza alimentare il Premier italiano e il Presidente Juncker hanno risposto sottolineando l’introduzione nel testo del principio di precauzione[19], in base al quale le parti avranno la possibilità di adottare misure per proteggere la salute umana, animale e vegetale, facendo si che tutti i prodotti in entrata nel mercato europeo rispettino gli standard UE.[20] Sul versante Mercosur, accanto al forte sostegno prestato da Jair Bolsonaro, ci sono timori che la delicata situazione politica ed economica dell’Argentina possa avere ricadute negative sull’iter finale per l’entrata in vigore dello stesso.[21] I problemi finanziari dell’Argentina hanno reso gli investitori esteri fortemente sfiduciati anche perché il programma del Presidente Macri, in merito alla trasformazione liberista dell’economia, non ha raggiunto gli effetti sperati, incrementando solo la crescita del debito estero.

[1] Senato della Repubblica, L’UE e gli accordi di libero scambio, Legislatura 17ª – Dossier n. 11 DE, disponibile qui: https://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DOSSIER/0/950967/index.html?part=dossier_dossier1-sezione_sezione2-h2_h21

[2] Parlamento Europeo, L’Unione europea e i suoi partner commerciali, disponibile qui: http://www.europarl.europa.eu/factsheets/it/sheet/160/l-unione-europea-e-i-suoi-partner-commerciali

[3]Il Sole 24 Ore, Ue-Mercosur: Malstroem, per entrata in vigore accordo almeno due anni, disponibile qui: https://www.ilsole24ore.com/radiocor/nRC_16.07.2019_14.51_373

[4] European Commission, – Press Releases, EU and Mercosur reach agreement on trade, giugno 2019, disponibile qui: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-19-3396_en.htm

[5]European Commission, Trade Policy, disponibile qui: http://ec.europa.eu/trade/policy/countries-and-regions/regions/mercosur/

[6]Eur Lex, Interregional Framework Cooperation Agreement between the European Community and Mercosur, disponibile qui: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=LEGISSUM:r14013

[7]Gilberto Bonalumi, Ispionline, disponibile qui: https://www.ispionline.it/en/node/16507?fbclid=IwAR2RmzPJ09pzd-nWCwd-GBJR9buwSWi80sFi0kDK9S1JpB7XWOgw6-6OV48

[8] Eu and Mercosur reach agreement on trade, Press Release, disponibile qui: http://trade.ec.europa.eu/doclib/press/index.cfm?id=2039

[9]Commissione Europea,  Unione europea e Mercosur: raggiunto accordo sul commercio, luglio 2019, disponibile qui:  https://ec.europa.eu/italy/news/20190701_UE_Mercosur_raggiungono_accordo_commercio_it?fbclid=IwAR1XR34_YdpvVttr5lmKJ_z4koVM08WJFHCTGIO1H57olbvdeNVJi2MDKEw

[10] GIANLUCA DI DONFRANCESCO, Dazi, il negoziato Ue-Mercosur sul commercio taglia il traguardo, Il Sole 24 ore, disponibile qui: https://www.ilsole24ore.com/art/dazi-negoziato-ue-mercosur-commercio-taglia-traguardo-ACGNqVV

[11] Assolombarda, Politica commerciale: aggiornamenti Accordo UE-Mercosur e UE-Vietnam, disponibile qui: https://www.assolombarda.it/servizi/internazionalizzazione/informazioni/politica-commerciale-aggiornamenti-accordo-ue-mercosur-e-ue-vietnam

[12] Parlamento Europea, Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-000850-18 alla Commissione,
Articolo 130 del regolamento
, disponibile qui: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document//E-8-2018-000850_IT.html

[13] Ansa Bruxelles, Ue-Mercosur:57le Dop e Igp italiane protette – Deroghe solo per denominazioni locali su grana e Parmigiano, luglio 2019, disponibile qui:  http://www.ansa.it/europa/notizie/agri_ue/economia/2019/07/03/ue-mercosur-57-le-dop-e-igp-italiane-protette_29a1ade1-5bb0-46f0-b850-bf1e837d9699.html?fbclid=IwAR3FG4Z7ELKB5PvHgyMzzQtZmR8m296YoQHytFqebU83s5iMsw0RhEApuQU

[14] Karine Salomao, Entenda o que é a operacão  Carne Fraca e os impactos para a BFR, Exame, marzo 2018, disponibile qui:

[15] La Repubblica, Mercosur, l’accordo con l’UE sacrifica l’Amazzonia per il commercio: liberalizzati dazi, pesticidi, OGM, copryright, eccellenze alimentari, luglio 2019, disponibile qui:  https://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2019/07/05/news/mercosur_l_accordo_ue-mercosur_sacrifica_l_amazzonia_sull_altare_del_commercio-230416318/

[16] Rinnovabili.it, La deforestazione in Amazzonia è cresciuta dell’88% a giugno di quest’anno, luglio 2019, disponibile qui: http://www.rinnovabili.it/ambiente/deforestazione-in-amazzonia-bolsonaro/,

[17] Andrea Goldstein, Il lato ambientale dell’Accordo Ue- Mercosur, luglio 2019, disponibile qui: https://www.ilsole24ore.com/art/il-lato-ambientale-dell-accordo-ue-mercosur-AChQnCY,

[18] Euro Consulting, Accordo Ue-Mercosur: posizioni degli Stati Membri e del Copa Cogeca, giugno 2019, disponibile qui:

[19]Stefano Correr, Mercosur, Ue e Sud America salutano «un traguardo storico», giugno 2019, disponibile qui; https://www.ilsole24ore.com/art/mercosur-ue-e-sud-america-salutano-un-traguardo-storico-AC9T6bV

[20] Cristina Petrachi, UE-Mercosur: la Commissione pubblica i documenti dell’accordo, Luglio 2019, disponibile qui: https://www.fasi.biz/it/notizie/strategie/20692-ue-mercosur-la-commissione-pubblica-i-documenti-dell-accordo.html#,

[21]Marcello Minenna, La crisi argentina e la maledizione del debito estero, maggio 2019, disponibile qui:       https://www.ilsole24ore.com/art/la-crisi-argentina-e-maledizione-debito-estero-ABi9qRuB

Anna Giusti

Anna Giusti studia Giurisprudenza presso l'Università di Napoli Federico II. Attualmente svolge un tirocinio presso il Consolato Generale degli Stati Uniti di Napoli. La collaborazione con Ius in itinere nasce dalla volontà di coniugare la sua grande passione per la scrittura al percorso di studi. Collaborare per l'area di diritto internazionale le permette di approfondire le tematiche che hanno da sempre suscitato maggiore interesse in lei, ovvero il diritto internazionale penale, la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti umani, il diritto dell'Unione Europea. Appassionata di viaggi, culture e letterature straniere, si è da sempre dedicata allo studio dell'inglese e del francese.

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