giovedì, Maggio 30, 2024
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Ci siamo quasi: addio all’obbligo di fedeltà coniugale!

Contraendo il vincolo matrimoniale i coniugi acquisiscono diritti ed assumono doveri. Tra questi ultimi l’art. 143 c.c. indica espressamente l’obbligo di fedeltà”.

Iniziava così un articolo pubblicato qualche settimana fa sulla rubrica, ma le cose cambiano e anche in fretta!

Al Senato, è stato presentato un disegno di legge che si occupa della modifica del secondo comma dell’art 143 del c.c  che oggi prevede, appunto, che dal matrimonio derivino tra i vari obblighi anche quello della fedeltà. Ebbene, secondo la senatrice Laura Cantini, prima firmataria del disegno di legge, questo obbligo si riferisce ad una visione obsoleta della coppia matrimoniale. Agli albori, la fedeltà coniugale era soprattutto riferita alla donna in quanto era l’unica che poteva garantire la legittimità dei figli. Tuttavia essendosi superata questa visione, sarebbe inutile, a dire della senatrice, ancora prevedere un simile obbligo e addirittura farlo con una legge. A sostegno della modifica, vi è la Legge Cirinnà, che si occupa delle unioni civili anche tra individui dello stesso sesso. Tra i requisiti per le unioni, è infatti stato eliminato quello relativo alla fedeltà sessuale. A questo punto si avrebbe una distinzione tra le coppie omo e quelle etero sessuali in quanto solo per le prime non sussisterebbe più il vincolo della fedeltà.

Tra le altre argomentazioni a sostegno dell’eliminazione, per i firmatari del disegno di legge il Giudice non dovrebbe fondare la pronuncia di addebito della separazione sulla mera inosservanza di tale obbligo. A tal proposito, ecco cosa ha previsto la sentenza n°7998/2014 della Corte di Cassazione:

nel caso di specie, la separazione, dinnanzi al giudice di primo grado, veniva addebitata alla moglie per i molteplici tradimenti perpetrati da quest’ultima a danno del marito; nel secondo grado, viceversa, i tradimenti venivano in un certo senso giustificati dallo stato di trascuratezza in cui la moglie versava a causa delle frequenti mancanze del marito nell’adempimento degli obblighi verso la famiglia e la separazione veniva dunque addebitata a quest’ultimo.

La Corte di Cassazione, non potendo certamente entrare nel merito della vicenda, ha rinviato la decisione alla Corte d’Appello, rilevando come l’addebitabilità della separazione debba essere pronunciata valutando il nesso causale tra la separazione stessa ed il comportamento sulla base del quale la convivenza è divenuta intollerabile. Bisognerà dunque capire il vero motivo della crisi coniugale: tra le righe si lascia intendere che la relazione extraconiugale della moglie era sola una conseguenza e non la causa della crisi coniugale.

Nonostante questa sentenza, però c’è da dire che questo disegno di legge, ha un pò generato dei dubbi sulla sua effettiva validità. Gli italiani hanno modificato e aggiornato le loro visioni sulla vita di coppia, ma probabilmente l’unico vincolo che ancora tiene salde le relazioni è proprio l’obbligo di fedeltà.

Siamo sicuri che abolirlo porterà ad un qualcosa di positivo? A voi le valutazioni.

 

 

Anna Formicola

Anna Formicola, iscritta all'ultimo anno del corso di laurea in Giurisprudenza presso l'Università Federico II di Napoli, ha iniziato il suo corso di studi già con una matura passione per l'ambito civilistico. La sua penna è semplice, ma diretta. Arrivare al dunque e rendere l'argomento accessibile a tutti i lettori, è il suo obiettivo principale. Masticare il diritto non è una cosa facile, ma grazie all'ausilio di casi concreti e vicini alla relatà quotidiana, i suoi articoli saranno piacevoli da leggere e accresceranno di certo le vostre conoscenze.

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