lunedì, Giugno 17, 2024
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Estate alle porte: vietato “correre” ai ripari in città!

Con la prova costume alle porte, molti cercano di correre ai ripari facendo corsi intensivi in palestra o, perché no, facendo jogging  per le strade cittadine. Ma attenzione!

L’ art. 190  del codice della strada, al comma 9, regola il comportamento dei pedoni disponendo: E’ vietato effettuare sulle carreggiate giochi, allenamenti e manifestazioni sportive non autorizzate. Sugli spazi riservati ai pedoni è vietato usare tavole,, pattini od altri acceleratori di andatura che possano creare situazioni di pericolo per gli altri utenti.”

Supponiamo che per una distrazione durante la corsa, si inciampi rovinosamente; in questo caso, nessuna responsabilità può essere imputata all’amministrazione cittadina in quanto ci si trova di fronte alla violazione di un divieto imposto per legge le cui conseguenze negative non possono che ricadere su chi ha inteso violare tale divieto.

Sul punto si è espresso anche il Tribunale di Napoli, in un giudizio che ha visto coinvolto un Comune vesuviano quale ente convenuto, nel quale un cittadino reclamava i danni causatigli da una caduta mentre praticava attività di jogging su strada cittadina.

Il giudice ha stabilito, che le attività di allenamento sportivo non possono essere compiute sulle strade cittadine proprio come previsto dall’art. 190 c.d.s. […]; la carreggiata  in basoli e marciapiedi è del tutto inadatta alla pratica del footing che richiede una superficie regolare, proprio per evitare distorsioni o altri traumi.

Pertanto, è di tutta evidenza che, anche volendo ritenere provato il fatto e il nesso eziologico, la domanda andrebbe comunque rigettata per essere il sinistro esclusivamente imputabile all’imprudenza ed imperizia dell’attore che praticava jogging in una strada del tutto inadatta al predetto sport violando il disposto della citata norma.

A sostegno ulteriore di tale tesi, vi è anche un’altra questione relativa all’uso dei beni demaniali da parte dei cittadini.

In relazione ai danni verificatisi nell’uso di un bene demaniale, tanto nel caso in cui risulti in concreto configurabile una responsabilità oggettiva della p.a. ai sensi dell’art. 2051 c.c., quanto in quello in cui risulti invece configurabile una responsabilità al sensi dell’art. 2043 c.c., l’esistenza di un comportamento colposo dell’utente danneggiato, esclude la responsabilità della p.a., qualora si tratti di un comportamento idoneo ad interrompere il nesso eziologico tra la causa del danno ed il dannò stesso”. [1]

In particolare la Cass. 5309/07 afferma che: “Per il principio dell’affidamento il fatto che una persona agisca come membro di un determinato gruppo sociale comporta l’assunzione della responsabilità di saper riconoscere ed affrontare determinati pericoli secondo lo standard di diligenza e capacità del gruppo”.

Giova osservare che la prevalente giurisprudenza della Suprema Corte è tesa a limitare l’applicabilità dell’art. 2051 c.c. nei confronti della P.A. in quanto il bene oggetto di uso diretto e generale ed ha estensione tale da non consentire una vigilanza continua, idonea ad evitare situazioni di pericolo.

E’ doveroso, altresì, precisare che la Corte di Cassazione ritiene applicabile la responsabilità ai sensi dell’art. 2043 c.c. solo nell’ipotesi in cui l’Ente proprietario abbia causato e non rimosso la situazione di pericolo occulto (c.d. insidia e trabocchetto) e della non prevedibilità del pericolo, con la conseguenza che l’insidia  vada considerata solo in relazione alla sussistenza di specifici caratteri ( la non visibilità e la non prevedibilità).

 

[1] Cassazione civile sez. III 06 luglio 2006 n. 15383.

Cassazione civile sez. III 11 gennaio 62008 n. 390.

Anna Formicola

Anna Formicola, iscritta all'ultimo anno del corso di laurea in Giurisprudenza presso l'Università Federico II di Napoli, ha iniziato il suo corso di studi già con una matura passione per l'ambito civilistico. La sua penna è semplice, ma diretta. Arrivare al dunque e rendere l'argomento accessibile a tutti i lettori, è il suo obiettivo principale. Masticare il diritto non è una cosa facile, ma grazie all'ausilio di casi concreti e vicini alla relatà quotidiana, i suoi articoli saranno piacevoli da leggere e accresceranno di certo le vostre conoscenze.

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