domenica, Aprile 21, 2024
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Gli obblighi antiriciclaggio dei professionisti alla luce del decreto 90/2017

 

Il decreto n. 90 del 2017 ha recato profonde modifiche in materia di antiriciclaggio e riporta, tra le altre novità, precisi e puntuali obblighi cui devono attenersi gli avvocati e, più in generale, i professionisti, in ordine alla segnalazione di comportamenti sospetti e potenzialmente integranti un principio di attività di riciclaggio di proventi illeciti.

Per quanto riguarda il novero dei soggetti obbligati, la normativa antiriciclaggio tange una estesa platea di soggetti, sia persone fisiche che persone giuridiche, e di categorie professionali, tra cui:

  • Intermediari bancari e finanziari, come ad esempio le banche, Poste Italiane, le Sim e le Sgr);
  • Altri operatori finanziari, tra cui le società fiduciarie e i mediatori creditizi;
  • Professionisti, in forma individuale, associata o societaria, tra cui rientrano dottori commercialisti, esperti contabili, consulenti del lavoro, ogni altro soggetto che rende i servizi forniti da periti, consulenti e altri soggetti che svolgono in maniera professionale, anche nei confronti dei propri associati o iscritti, attività in materia di contabilità e tributi, compresi associazioni di categoria di imprenditori e commercianti, CAF e patronati.

Discorso più approfondito meritano gli adempimenti antiriciclaggio per gli Avvocati.

Innanzitutto, è doveroso ricordare che le disposizioni si applicano a tale categoria professionale, ai sensi dell’art. 3, comma 4 lett. c) della Legge Antiriciclaggio, solo in casi espressamente previsti, ossia:

  • Quando compiono in nome o per conto del proprio cliente qualsiasi operazione di natura finanziaria o immobiliare;
  • Quando assistono il proprio cliente nella predisposizione o realizzazione di operazioni riguardanti il trasferimento a qualsiasi titolo di diritti reali su beni immobili o attività economiche, la gestione di denaro, strumenti finanziari o altri beni, l’apertura o la gestione di conti bancari, libretti di deposito e conti di titoli, l’organizzazione degli apporti necessari alla costituzione, alla gestione o all’amministrazione di società, la costituzione, la gestione o l’amministrazione di società, enti, trust o soggetti giuridici analoghi.

Inoltre, le disposizioni antiriciclaggio introducono, in capo agli avvocati, particolari obblighi, quali:

  • L’obbligo di identificazione del cliente e del cd. titolare effettivo;
  • L’obbligo di conservazione dei dati relativi al cliente e all’operazione;
  • L’obbligo di effettuare l’adeguata verifica del cliente e del titolare effettivo;
  • L’obbligo di astenersi dall’effettuare l’operazione in presenza di impossibilità di effettuare l’adeguata verifica del cliente o del titolare effettivo;
  • L’obbligo di effettuare una segnalazione all’Unità di Informazione Finanziaria, istituita presso la Banca d’Italia, nel caso in cui l’avvocato sappia, sospetti o abbia motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo;
  • L’obbligo di formazione del personale e dei collaboratori;
  • L’obbligo di segnalare al Ministero dell’Economia trasferimenti di denaro contante effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi per importi pari o superiori a 3.000 euro;
  • L’obbligo di adottare presidi e procedure, adeguati alla natura e alla dimensione dello Studio, al fine di mitigare e gestire i rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.

Particolare attenzione viene dedicata dal provvedimento all’obbligo di identificazione del cliente. Tale operazione consiste nella verifica, tramite il controllo di un documento di identità valido e non scaduto, dell’identità del cliente e del soggetto per conto del quale egli eventualmente operi, il cd. titolare effettivo. Nel caso di un cittadino extracomunitario sprovvisto di documento di identità, l’identificazione può essere fatta tramite il permesso di soggiorno oppure il titolo di viaggio per stranieri rilasciato dalla Questura.

Tale obbligo di identificazione è previsto:

  • Relativamente al cliente riguardo al quale la prestazione fornita abbia ad oggetto mezzi di pagamento, beni od utilità di valore superiore a 15.000 euro o comporti la trasmissione o la movimentazione di mezzi di pagamento di importo pari e superiore a 15.000 euro, anche tramite più operazioni che appaiono tra loro collegate per realizzare un’operazione frazionata;
  • In presenza di operazioni finanziarie;
  • In presenza di operazioni di valore indeterminato o non determinabile;
  • Nel caso di costituzione, gestione o amministrazione di società, enti, trust o strutture analoghe;
  • Quando vi sono dubbi sulla veridicità o sull’adeguatezza dei dati ottenuti ai fini dell’identificazione di un cliente.

Quest’ultimo necessita di essere assolto in tutti i casi in cui sussiste l’obbligo di segnalazione delle operazioni sospette e, se il cliente opera in nome o per conto di una società o di un ente, l’avvocato deve verificare il potere di rappresentanza.

Il soggetto incaricato, inoltre, dovrà acquisire e valutare informazioni sullo scopo e sulla natura del rapporto continuativo o della prestazione professionale e monitorare costantemente il rapporto con il cliente per tutta la sua durata, mediante l’esame della complessiva operatività dello stesso, la verifica e l’aggiornamento dei dati e delle informazioni acquisite durante lo svolgimento delle attività.

Nel caso, tutt’altro che remoto, in cui il cliente sia una società, l’identificazione ha luogo attraverso la verifica del potere di rappresentanza della persona fisica, o delle persone fisiche, delegate alla firma per l’operazione da svolgere. L’avvocato dovrà anche verificare l’identità del/dei titolare/i effettivo/i, facendo ricorso a pubblici registri, elenchi, atti o documenti pubblicamente disponibili, ad esempio le visure camerali estratte dal registro delle imprese, oppure fare riferimento ad una dichiarazione scritta resa dal cliente in cui quest’ultimo indica, sotto la propria responsabilità, i riferimenti del/dei titolare/i effettivo/i.

L’avvocato, ancora, dovrà controllare i poteri di rappresentanza mediante una visura camerale, attraverso la copia della procura notarile o dell’atto di nomina degli amministratori o mediante accesso ad apposita sezione del Registro delle Imprese ove le imprese dotate di personalità giuridica sono tenute a comunicare le informazioni relative al titolare effettivo, a seguito del pagamento dei diritti di copia e previo accreditamento. Infatti, in base a quanto disposto dall’articolo 21 della Legge Antiriciclaggio e dall’articolo 9 del d. lgs. 90/2017, entro il 4 luglio 2018 il Ministero dell’Economia emanerà un decreto con cui saranno disciplinati i dati e le informazioni sulla titolarità effettiva delle persone giuridiche che saranno pubblicate nel Registro delle Imprese, con giuntamente alla modalità con cui tali informazioni dovranno essere rese accessibili.

Il decreto prevede anche precisi obblighi di conservazione di documenti, dati ed informazioni utili a prevenire, individuare o accertare eventuali attività di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, all’interno del singolo fascicolo della pratica. Andranno conservati, più precisamente, i documenti acquisiti in sede di adeguata verifica che possano ricostruire la data di instaurazione del rapporto continuativo o di conferimento dell’incarico, i dati identificativi del cliente, del titolare effettivo, dell’esecutore e le informazioni sulla natura e sullo scopo dell’incarico, la data l’importo e la causale dell’operazione e i mezzi di pagamento utilizzati.

 

Dott. Giovanni Sorrentino

Giovanni Sorrentino è nato a Napoli nel 1993. Dopo aver conseguito la maturità classica con il massimo dei voti presso il Liceo Classico Jacopo Sannazaro, intraprende lo studio del diritto presso il dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II". Nel dicembre del 2017 si è laureato discutendo una tesi in diritto penale dal titolo "Il riciclaggio", relatore Sergio Moccia. Attualmente sta svolgendo la pratica forense presso lo Studio Legale Chianese. Nel 2012 ha ottenuto il First Certificate in English (FCE). Ha collaborato dal 2010 al 2014 con la testata sportiva online "Il Corriere del Napoli". È socio di ELSA (European Law Students' Association) dal 2015. Nel 2016 un suo articolo dal titolo "Terrore a Parigi: analisi e possibili risvolti" è stato pubblicato su ElSianer, testata online ufficiale di ELSA Italia. Nel 2017 è stato selezionato per prendere parte al Legal Research Group promosso da ELSA Napoli in Diritto Amministrativo (Academic Advisors i proff. Fiorenzo Liguori e Silvia Tuccillo) dal titolo "L'attività contrattuale delle pubbliche amministrazioni tra diritto pubblico e diritto privato", con un contributo dal titolo "Il contratto di avvalimento". Grande appassionato di sport (ha giocato a tennis per dieci anni a livello agonistico) e di cinema, ama viaggiare ed entrare in contatto con nuove realtà. Email: giovanni.sorrentino@iusinitinere.it

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