venerdì, Aprile 12, 2024
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ICO: cosa sono e possibile disciplina

Le ICO, acronimo di Initial Coin Offerings (offerta iniziale di monete), rappresentano una modalità di raccolta fondi per finanziare una start-up, un progetto o anche solo un’idea basati sulla tecnologia blockchain[1]. Il procedimento delle ICO consiste nell’emissione di un determinato numero di token dietro il trasferimento di denaro o criptovaluta già esistente (prevalentemente Ether e Bitcoin). I token sono offerti in sottoscrizione al pubblico mediante una fase di prevendita (c.d. presale) e una fase di vendita (c.d. sale). Le ICO prevedono un termine e un obiettivo di raccolta, nel caso in cui l’obiettivo di raccolta sia raggiunto nel termine prefissato, il capitale verrà utilizzato per finanziare la start-up, il progetto o l’idea prevista nel white paper (documento nel quale si indica il business plan nonché il piano di realizzazione tecnico dello stesso). Nel caso in cui l’obiettivo minimo di raccolta non sia raggiunto nel termine prefissato, i fondi verranno restituiti agli investitori e in questo caso l’ICO sarà considerata fallita.

Un token rappresenta un’informazione digitale che conferisce un diritto di proprietà ad un soggetto sull’informazione stessa, la quale è registrata su una blockchain, può inoltre incorporare anche altri diritti addizionali governati da un sistema di smart contracts. Dal momento che le ICO rappresentano uno strumento del tutto nuovo, privo di regolamentazione, risulta indispensabile operare una classificazione dei token, al fine di stabilire l’eventuale disciplina applicabile. Pertanto possiamo distinguere tra:

Currency token: il token in questo caso ha le caratteristiche di una valuta virtuale (coin) e può essere utilizzata per acquistare beni e servizi. Lo stesso sarebbe soggetto alla normativa sull’antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007) che, modificata dal D.Lgs. 25/5/2017 n. 90, ha inserito alla lettera qq) del primo comma dell’articolo 1 la definizione di valuta virtuale, quale “la rappresentazione digitale di valore, non emessa da una banca centrale o da un’autorità pubblica, non necessariamente collegata a una valuta avente corso legale, utilizzata come mezzo di scambio per l’acquisto di beni e servizi e trasferita, archiviata e negoziata elettronicamente”. Al fine di dichiarare applicabili le norme in esso previste ai “prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale (c.d. Exchange), limitatamente allo svolgimento dell’attività di conversione di valute virtuali da ovvero in valute aventi corso forzoso”.

Security token: questa tipologia di token conferisce al titolare un diritto o verso il soggetto emittente (generalmente) o verso soggetti terzi. I diritti possono consistere anche nella distribuzione dei profitti generati dall’emittente. Questi token, dunque, potrebbero essere configurati come strumenti finanziari e sottoposti alla relativa disciplina, in particolare quando il suo valore aumenta nel tempo in base alle prestazioni del soggetto emittente. A tal fine, la CONSOB, con la delibera n. 20110 del 13 settembre 2017 avente ad oggetto la sospensione dell’offerta al pubblico di attività in investimenti finanziari, ha ricordato quali sono i criteri in presenza dei quali si ha un investimento di natura finanziaria: impiego di capitale, aspettativa di rendimento di natura finanziaria e assunzione di un rischio connesso all’impiego di capitale.

Utility token: il token rappresenta il diritto di accesso futuro al prodotto o al servizio del soggetto emittente. Non sono progettati né come investimenti né per finalità speculative, partecipative e monetarie. In questo caso l’ICO potrebbe assumere i connotati di un’offerta al pubblico, e in quanto tale disciplinata dall’articolo 1336 c.c.

Sul fenomeno delle ICO è intervenuta anche l’ESMA (European Securities and Markets Authority) che con un warning ha affermato che “Gli investimenti nelle ICO hanno natura speculativa e possono nascondere rischi elevati e di non facile percezione […]. A seconda di come strutturate, le ICO potrebbero non rientrare nell’ambito delle regole esistenti e quindi rimanere al di fuori dello spazio regolamentato […]. Tuttavia, laddove le monete o i token si qualifichino come strumenti finanziari, è probabile che le imprese coinvolte nelle ICO conducono attività di investimento regolamentate, pertanto devono conformarsi alla legislazione pertinente[2].

I vantaggi per chi decide di adottare questa nuova modalità di raccolta fondi rispetto ai tradizionali canali di accesso al credito sono molteplici: in primo luogo vengono superati i rigidi criteri di valutazione utilizzati dai tradizionali soggetti erogatori di credito quali fondi di venture capital nonché norme e regolamentazioni stringenti utilizzate dagli istituti di credito. In secondo luogo, dal momento che chiunque può partecipare a una ICO, si allarga la platea dei possibili investitori e quindi la quantità di finanziamento ottenibile. Bisogna inoltre considerare che a differenza di chi raccoglie capitali sui mercati finanziari mediante IPO o mediante l’emissione di bond, chi sceglie la strada dell’ICO è sottoposto a costi di finanziamento notevolmente inferiori. Infine garantiscono un maggiore controllo sul capitale raccolto rispetto al crowdfunding, in quanto abbattono le tariffe previste dalle relative piattaforme e i tempi di accreditamento dei fondi. Dunque sfruttando il potenziale della rete e della tecnologia blockchain possono comportare benefici e valore per le imprese che le utilizzano.

Tuttavia, data la mancanza di regolamentazione e l’assenza di vigilanza sul fenomeno, in questi anni non sono mancate truffe e raggiri perpetuati mediante le ICO[3][4]. Una tipologia di truffa che si è verificata spesso è la cosiddetta pump & dump, che consiste nel divulgare (da parte del team di sviluppo), in fase di raccolta di capitali e dell’emissione del token, una notizia positiva (in realtà falsa) relativa al progetto che causa un aumento della domanda del token, cui segue un aumento del prezzo dello stesso. Una volta che i token vengono venduti, il prezzo precipita e gli investitori perdono i loro soldi.

Uno dei casi di ICO scam (truffa) più famosi è rappresentato da Benebit. Quest’ultima è riuscita ad affermarsi come una delle ICO di maggiore prospettiva, riuscendo a raccogliere una cifra compresa tra i 2,7 e 4 milioni di dollari. L’obbiettivo dichiarato del team di sviluppo di Benebit era quello di creare un unico sistema di fidelizzazione decentrato che si basa sulla tecnologia blockchain, mediante la creazione di una piattaforma in cui aziende e clienti possono interagire e costruire un rapporto più solido. Gli utenti ottengono sconti e punti fedeltà mentre l’azienda da un lato riesce ad attirare nuovi clienti e dall’altro riesce a comprendere meglio i gusti degli stessi. All’apparenza risultava tutt’altro che una truffa: white paper realizzato dettagliatamente, ottima strategia di marketing, canali social sempre attivi, sito costantemente aggiornato, ottime valutazioni e promozioni nella fase di prevendita del token. La truffa fu smascherata grazie al fatto che uno degli utenti scoprì che le foto utilizzate per rappresentare il team di sviluppo erano in realtà state rubate ad altre persone, a quel punto i truffatori sono scappati con il capitale raccolto. Tutt’oggi non si conosce quale sia la vera identità dei truffatori e ciò grazie al fatto che le transazioni sono avvenute online e i pagamenti mediante criptovalute che consentono un livello elevato di anonimato[5].

 


[1] Per maggiori approfondimenti sul tema si veda Simone Cedrola, La tecnologia blockchain: caratteristiche e possibili applicazioni, febbraio 2018, disponibile qui: https://www.iusinitinere.it/blockchain-caratteristiche-e-possibili-applicazioni-8228.

[2] ESMA71-99-649 del 13 novembre 2017.

[3] K.Sedgwick, 46% of last year’s ICOs have failed already, febbraio 2018, disponibile qui: https://news.bitcoin.com/46-last-years-icos-failed-already/.

[4] S.Dowlat & M.Hodapp, ICO Quality: Development & Trading, marzo 2018, disponibile qui: .

[5] K.Sedgwick, Benebit ICO does a runner with 2,7 million of investor funds, gennaio 2018, disponibile qui: https://news.bitcoin.com/benebit-ico-runner-2-7-million-investor-funds/.

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