giovedì, Maggio 30, 2024
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Il MERCOSUR e la clausola democratica: il caso del Venezuela

Il MERCOSUR (Mercado Común del Sur) è un’area di libero scambio latinoamericana, alla quale diede vita il Trattato di Asunción del 26 marzo 1991, firmato da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, cui aderì poi il Venezuela nel giugno 2006 (sebbene il processo di integrazione si sia completato solo sei anni dopo, nel luglio 2012), avente l’obiettivo di realizzare una piena integrazione economica nei Paesi dell’America Latina.
Accanto a tale obbiettivo, gli Stati firmatari mostrarono in seguito interesse per una “democratizzazione” del blocco sudamericano che andasse di pari passo con lo sviluppo del libero mercato al suo interno: il principio democratico era da
considerare un valore comune agli Stati membri e doveva assurgere a requisito per l’accesso al MERCOSUR.
Il Trattato di Asunción non conteneva però una cd. clausola democratica; la lacuna fu colmata nel luglio 1996 con l’adozione della Declaración Presidencial sobre Compromiso Democrático en el MERCOSUR, incorporata poi nel Trattato mediante il Protocollo di Ushuaïa, firmato nel luglio 1998 e in vigore dal gennaio 2002, che prevede la “piena vigenza delle istituzioni democratiche” come condizione essenziale per l’adesione al Trattato da parte di nuovi Stati e la permanenza degli Stati firmatari all’interno dell’area, pena l’adozione di misure che, a seconda della gravità della situazione politica, vanno dalla sospensione del diritto di partecipare agli organi istituzionali del blocco alla sospensione delle obbligazioni derivanti dal processo di integrazione (artt. 1, 4, 5).
Il documento fu inizialmente adottato dagli Stati fondatori dell’area di libero scambio, in seguito da Bolivia e Cile, in qualità di Stati associati, infine dal Venezuela, che ratificò il Protocollo nel 2005.
La pima applicazione della clausola democratica occorse nel 2012, all’esito del summit di Mendoza, quando il Paraguay venne sospeso da tutti gli organismi del blocco a seguito della destituzione, giudicata irregolare, dell’ex Presidente Fernando Lugo; la sospensione, che non fu accompagnata da sanzioni economiche, consentì inoltre di aggirare l’opposizione del Senato paraguaiano all’ingresso del Venezuela nel mercato comune, formalizzato poi a Rio de Janeiro sotto la presidenza pro tempore di Dilma Roussef, allora Capo di Stato del Brasile.
La clausola democratica viene nuovamente in rilievo oggi a causa della crisi istituzionale (ed economica) che sta vivendo il Venezuela, aggravata peraltro dall’insediamento dell’Assemblea Costituente il 4 agosto scorso, convocata dal presidente Nicolás Maduro il 1 maggio 2017. Il giorno successivo a tale insediamento, sabato 5 agosto, i Paesi fondatori del MERCOSUR hanno deciso la sospensione a tempo indefinito del Venezuela per violazione della clausola democratica, così come
annunciato dal cancelliere brasiliano Aloysio Nunes, misura che il governo di Caracas ha recepito come strumento di persecuzione politica.
Di fatto, il Venezuela era stato già sospeso dal MERCOSUR nel dicembre 2016 per mancata adozione delle necessarie misure economiche che l’adesione al blocco richiede; era questa una misura di carattere “amministrativo”, laddove quest’ultima si presenta invece come una sospensione di natura politica, la cui revoca richiede un radicale cambiamento del regime instaurato.

Francesca Salvatore

Francesca Salvatore, napoletana, classe 1993. Studentessa di Giurisprudenza all'Università Federico II, laureanda in Diritto del commercio internazionale con una tesi sul capitolo 11 dell'Accordo Nordamericano di libero scambio, relativo alla tutela degli investimenti stranieri. Iscritta a ELSA Napoli, parteciperà alla 16esima edizione della ELSA Moot Court Competition, organizzata con la partnership della WTO.

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