mercoledì, Aprile 24, 2024
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L’OCSE e le organizzazioni di cooperazione economica

Premessa: questo è il terzo di una serie di articoli dedicati al funzionamento e all’operato delle istituzioni europee. Parleremo delle organizzazioni europee di cooperazione (la cui caratteristica è il rispetto della sovranità statale) e delle organizzazioni d’integrazione (che, invece, delimitano la sovranità degli stati; unico esempio è l’Unione Europea). Le organizzazioni di cooperazione sono le più numerose e nella categoria rientrano quelle a competenza generale (il Consiglio d’Europa) e quelle a competenza speciale in materia di sicurezza ed economia. Di seguito analisi dell’ OCSE.

OCSE

L’OCSE, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, è un’organizzazione internazionale di studi economici che promuove politiche volte a migliorare il benessere economico e sociale dei cittadini degli stati membri.

Storia

L’Organizzazione per la Cooperazione Economica Europea (OECE) nasce nel 1948, all’indomani della fine della seconda guerra mondiale, con l’obiettivo di realizzare il Piano Marshall per la ricostruzione economica di un continente devastato dalla guerra. Tramite il riconoscimento dell’interdipendenza economica tra gli stati membri, ha aperto la strada a una nuova era di cooperazione finanziaria grazie al coordinamento delle politiche economiche degli stati, adottando le opportune e necessarie misure per favorire il libero scambio e la stabilità dei mercati. A partire dal 1960 c’è la necessità di riformare l’organizzazione tramite la Convenzione di Parigi che trasforma l’OECE in OCSE, e segna l’ingresso degli Stati Uniti e Canada. L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico nasce ufficialmente il 30 settembre 1961, data di entrata in vigore della Convenzione. Dal 1998 gode dello status di osservatore dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il suo quartier generale ha sede a Parigi e ad oggi conta 35 stati membri.

Organizzazione interna

Dal punto di vista strutturale l’OCSE è composta da:

  • Consiglio dei Ministri: consiste in una riunione annuale dei Ministri degli Affari Esteri o dell’Economia degli stati membri; ha il compito di adottare decisioni e raccomandazioni per gli stati, che devono successivamente ratificarle. Per l’adozione delle decisioni è necessaria l’unanimità;
  • Comitato esecutivo: è composto dai rappresentanti di delegazioni permanenti di 14 membri eletti annualmente e ha il compito di eseguire le decisioni prese dal Consiglio dei Ministri;
  • Comitati e gruppi di lavoro specializzati
  • Segretario generale: rappresenta l’organizzazione ed è eletto ogni 5 anni

Funzione e obiettivi

L’obiettivo dell’OCSE è  quello sostenere l’economia di mercato e il libero commercio, promuovendo lo sviluppo nei Paesi industrializzati e in via di sviluppo. Tramite il suo operato i Governi hanno a disposizione un’occasione di confronto sulla base di indicatori economici dello sviluppo consentendo loro di discutere e sviluppare politiche nell’ambito dell’economia, delle finanze, dell’educazione, dello sviluppo, della scienza e dell’ambiente.

L’ambito operativo dell’OCSE si divide in tre settori di competenza:

  • Fornisce perizie, raccomandazioni e consultazioni in materia economica agli stati membri, esaminando annualmente la situazione economica degli stati membri.
  • Supporta lo sviluppo economico dei paesi in via di sviluppo tramite l’istituzione di un Comitato di Aiuto. Nell’ambito della Cooperazione allo Sviluppo al Comitato d’Aiuto si affiancano il Centro per lo sviluppo, che funge da piattaforma di dialogo politico informale per accademici, politici e rappresentanti del settore privato dei Paesi OCSE e dei Paesi emergenti non membri come il Brasile, l’India e la Cina, la Divisione Relazioni globali che promuove e coordina il dialogo degli Stati dell’OCSE con i Paesi emergenti, in transizione e in via di sviluppo e funge da interlocutore principale per gli Stati non membri dell’OCSE.
  • In ambito energetico interviene grazie all’Agenzia per l’energia creata nel 1974 in seguito alla crisi energetica del 1973, causata dalla Guerra del Kippur che portò i paesi arabi dell’OPEC ad aumentare in maniera esponenziale i prezzi del petrolio, interrompendo il flusso dell’approvvigionamento di petrolio verso le nazioni importatrici.

Inoltre l’OCSE mira ad aiutare i governi mondiali a:

  • Recuperare fiducia nei mercati e nelle istituzioni volte al loro funzionamento
  • Ristabilire l’equilibrio delle finanze pubbliche come base per la futura crescita economica
  • Supportare lo sviluppo di settori economici emergenti, incrementando le fonti di sviluppo sostenibile

Organizzazioni di cooperazione economica subregionali

Dopo il formale assorbimento della Comunità Economica Europea (CEE) da parte dell’Ue con il Trattato di Lisbona, altre organizzazioni in materia di cooperazione economica hanno continuato ad operare nel relativo settore di competenza.

BENELUX

Il Benelux è un accordo di cooperazione intergovernativa tra Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo in materia economica e finanziaria.

Storia e obiettivi

Nasce alla fine della seconda guerra mondiale come unione doganale tra Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo che siglano un Trattato nel febbraio del 1958 a L’Aia, segnando la nascita dell’Unione economica Benelux. Con l’entrata in vigore nel 1960 l’obiettivo dell’Unione era quello di favorire la mobilità dei lavoratori e dei capitali nella regione.

Associazione europea di libero scambio (AELS)

L’AELS è un’organizzazione interstatale che promuove il libero scambio e l’integrazione economica tra gli stati membri con sede a Ginevra.

Storia e obiettivi

Nasce nel 1960 dalla stipulazione della Convenzione di Stoccolma tra Austria, Danimarca, Norvegia, Portogallo, Svezia, Svizzera e Regno Unito. Nel corso degli anni numerosi mutamenti hanno modificato la composizione dell’organizzazione che oggi risulta composta da Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. L’obiettivo dell’organizzazione è quello di garantire la liberalizzazione del commercio tra gli stati membri e il libero scambio, tramite la conclusione di accordi anche con altri paesi europei e stati americani. A differenza della CEE, non c’è tra i paesi membri dell’AELS un’unione doganale essendo l’azione dell’organizzazione improntata alla creazione di un’area di libero scambio, conseguente a obiettivi di integrazione economica.

Spazio Economico Europeo 

Storia ed obiettivi

Nasce nel gennaio del 1994 in seguito al Trattato di Porto siglato nel 1992 tra l’AELS e l’Unione Europea al fine di permettere ai paesi membri dell’AELS di partecipare al Mercato Europeo Comune. L’obiettivo era quello di garantire la cooperazione economica tra le due organizzazioni e ad oggi è la più vasta zona di scambio economico del mondo. È composta attualmente da 31 stati, tra cui i 3 stati membri dell’AELS, ad eccezione della Svizzera che ha deciso di non prendevi parte, e dai 28 paesi membri dell’Unione Europea. Ha determinato la creazione di una zona di libero scambio tra gli stati membri ma non comporta una politica comune nell’ambito dei rapporti con stati esterni all’area.

 

[1] OECD.org (http://www.oecd.org/)

[2] http://www.esteri.it/mae/en/politica_estera/organizzazioni_internazionali/ocse.html

Fonte immagine: energyfm.net

Anna Giusti

Anna Giusti studia Giurisprudenza presso l'Università di Napoli Federico II. Attualmente svolge un tirocinio presso il Consolato Generale degli Stati Uniti di Napoli. La collaborazione con Ius in itinere nasce dalla volontà di coniugare la sua grande passione per la scrittura al percorso di studi. Collaborare per l'area di diritto internazionale le permette di approfondire le tematiche che hanno da sempre suscitato maggiore interesse in lei, ovvero il diritto internazionale penale, la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti umani, il diritto dell'Unione Europea. Appassionata di viaggi, culture e letterature straniere, si è da sempre dedicata allo studio dell'inglese e del francese.

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