giovedì, Maggio 30, 2024
LabourdìLitigation & Arbitration

TFR e Premio Fedeltà: da oggi il lavoratore può richiederli in giudizi autonomi.

 

La Giurisprudenza nostrana è sempre stata orientata, specialmente in determinate materie come quella del frazionamento del credito, al principio del divieto di abuso del processo. Con tale divieto si intende evitare la circostanza per cui il ricorrente, pur dando impulso ad un atto processuale formalmente valido attribuendogli finalità diverse da quelle che gli sono proprie, finisca per gravare la controparte di inutili pesi, in violazione dei doveri di buona fede, correttezza e lealtà processuale.

È per tale ragione che rispetto al rapporto di lavoro, si è da sempre profilata un’ipotesi di abuso sanzionabile tutte le volte in cui il lavoratore non attenga all’ obbligo di presentare, nel medesimo contesto giudiziale, le pretese creditorie riferibili ad un unico rapporto di lavoro ormai concluso. Laddove tale condotta si determini, ne conseguirebbe l’improponibilità di successive domande.

A porre in discussione nuovamente la validità di tale onere in capo al dipendente, è stata una questione posta al Tribunale di Torino. Nel 2016, infatti, un lavoratore della Fiat Auto Spa presentava ricorso contro la stessa richiedendo che gli fosse attribuita, a titolo di ricalcolo dell’indennità del premio fedeltà, una somma di denaro comprendente anche gli straordinari prestati in forma continuativa.  Poco tempo prima aveva, però, provveduto a presentare medesima domanda in riferimento al calcolo del trattamento di fine rapporto.

Il Giudice investito della questione, seguendo l’orientamento sopra accennato, sosteneva che rispetto al rapporto di lavoro non potesse trovare accoglimento il principio di frazionabilità delle domande. Per tale ragione la richiesta avanzata dal dipendente veniva rigettata dal momento che aveva già provveduto a presentare una domanda in riferimento alla rideterminazione del TFR.  Si era sostenuto a tal proposito che le domande proposte appartenevano al medesimo rapporto lavorativo e che almomento della presentazione della prima domanda il lavoratore era nella condizione di poter far valere nella medesima richiesta entrambe le voci.

Le perplessità emerse in ordine alla proponibilità da parte del dipendente di due autonome domande per il ricalcolo del Tfr e del premio di fedeltà in momenti temporali differenti, ha reso necessario investire la Corte di Cassazione. In particolare il nodo della questione atteneva alla possibilità di accogliere e considerare legittime le domande realizzate  successivamente alla prima, pur facendo riferimento al medesimo rapporto di lavoro.

La sentenza n. 4090 del2017 segna un punto di rottura con il precedente orientamento.

Nella pronuncia infatti, le Sezioni Unite evidenziano l’inesistenza dell’obbligo in capo al lavoratore di manifestare nello stesso giudizio le pretese creditorie che derivano dal rapporto appena concluso.

In particolare, si sottolinea che dalla conclusione del rapporto di lavoro discendono una pluralità di obbligazioni, ciascuna dotata di una propria autonomia e di una propria fonte. Tfr e premio di fedeltà trovano infatti riconoscimenti differenti: il primo nel dettato normativo, il premio nella contrattazione aziendale.

Ne consegue che non può parlarsi di unico credito ma di più crediti riconducibili ad un medesimo rapporto.

Proprio la ragione per cui tali elementi si connotino per una propria causa petendi, autonomi presupposti e annessi regimi, evidenzia come nel caso di specie la richiesta presentata dal lavoratore doveva essere considerata valida perché, rispetto ad azioni autonome, non trova accoglimento il divieto di frazionamento.

Appare oggi quindi principio consolidato la facoltà del dipendente di proporre singole domande per ciascuna voce creditoria concernente la conclusione del proprio rapporto di lavoro.

Serena Zizzari

Serena Zizzari é nata a Caserta il 12/03/1993. Ha perseguito i suoi studi universitari presso la Facoltà Federico II di Napoli dove, in data 12/07/2016, ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza con votazione 110 e lode. Ha vissuto un' esperienza di studio all'estero attraverso il progetto Erasmus nella città di Siviglia. Praticante avvocato, attualmente frequenta un corso privato di preparazione al concorso in Magistratura e il primo anno della Scuola di specializzazione delle Professioni legali.

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