giovedì, Maggio 30, 2024
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Il Consiglio d’Europa e la tutela dei diritti fondamentali

Consiglio d'EuropaPremessa: questo è il quarto di una serie di articoli dedicati al funzionamento e all’operato delle istituzioni europee. 

Il Consiglio d’Europa è la principale organizzazione internazionale in materia di tutela dei diritti umani. Composta da 47 stati membri, il suo campo d’azione abbraccia la tutela dei diritti umani fondamentali nel rispetto dei principi democratici e dell’identità culturale europea,  tramite la stipulazione di Convenzioni internazionali e il continuo monitoraggio dei progressi degli stati membri.

Prima di esaminare la struttura e gli scopi dell’organizzazione è opportuno fare una precisazione: il Consiglio d’Europa non è parte dell’Unione Europea e non deve essere associato e confuso con gli organi della stessa, in quanto la storia e le funzioni del Consiglio d’Europa incarnano un’identità ben distinta dall’UE.

Stati membri e requisiti di ammissione

28 dei 47 stati membri del Consiglio d’Europa fanno parte dell’Unione Europea. Gli stati membri sono si distinguono secondo differenti status:

  • Membri permanenti del Consiglio d’Europa: i 47 stati che la compongono rendono il Consiglio d’Europa la più grande organizzazione europea. L’adesione  viene valutata in base a:  1) criterio geografico: deve trattarsi di Paesi del continente europeo, ma tale nozione è interpretata estensivamente dato che l’ingresso è stato concesso anche ai paesi del Caucaso; 2) criterio ideologico: lo stato candidato deve condividere i valori dello stato di diritto, dalla democrazia ai diritti dell’uomo. Elezioni libere e democratiche, ratifica della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e divieto della pena di morte sono elementi indefettibili per l’adesione.
    Lo stato deve presentare domanda ufficiale di adesione che verrà valutata dal Comitato dei Ministri, la cui decisione è presa a maggioranza dei 2/3 dei membri. Il Comitato riceve il parere dell’Assemblea Parlamentare in merito all’invito che intende indirizzare al nuovo membro tanto al numero dei seggi da assegnare nell’Assemblea. Tutti gli stati invitati assumono la qualità di membro nel momento in cui l’adesione allo Statuto sarà trasmessa al Segretario Generale. Cosa accade quando uno stato decide di non far più parte del Consiglio d’Europa? Ogni stato membro può manifestare la volontà di ritiro tramite una notificazione indirizzata al Segretario Generale. Può anche essere lo stesso Consiglio dei ministri che invita lo stato a ritirarsi. Si parla in questo caso di esclusione, dinanzi alla quale lo stato può opporsi rimettendo nuovamente la decisione al Consiglio.
  • Statuti speciali: anche stati non membri possono, grazie a statuti speciali, prendere parte ad alcune attività dell’organizzazione. E’ possibile distinguere:  stati associati: stati candidati all’ingresso nel Consiglio; stati osservatori: stati non europei che possono godere di questo status grazie all’impegno del Consiglio d’Europa  nel diffondere i valori democratici. Gli stati osservatori si concentrano infatti sull’operato dei vari organi del Consiglio. Stati osservatori sono la Santa Sede, gli Stati Uniti, il Canada, il Giappone e il Messico. Infine, gli invitati speciali: si tratta dei vecchi stati socialisti che godono di uno statuto provvisorio che permette loro di inviare una delegazione parlamentare presso l’Assemblea.

Organi  e struttura interna

La struttura interna del Consiglio d’Europa è caratterizzata da tre organi principali e due complementari.

Gli organi principali sono:

  • Comitato dei Ministri:

E’ un organo basato sulla logica della cooperazione che comprende i Ministri degli Affari Esteri dei 47 stati membri, i ministri si riuniscono annualmente, mentre invece i rappresentanti permanenti una volta a settimana. Nel suo campo d’azione il Comitato può essere affiancato da comitati consultivi composti da esperti provenienti dai vari stati membri. Le decisioni vengono di regola prese a maggioranza di 2/3, mentre la maggioranza semplice è richiesta per le questioni procedurali. Le competenze del Comitato sono molto ampie, potendo sia agire di propria iniziativa, sia in seguito alle raccomandazioni dell’Assemblea parlamentare, sia alle proposte dei comitati intergovernamentali. Il Comitato può adottare le Convenzioni elaborate dall’organizzazione e inviare agli stati membri raccomandazioni non obbligatorie. Inoltre ha il compito di sorvegliare l’esecuzione delle sentenze della Corte EDU.

  • Assemblea parlamentare:

E’ un’assemblea composta dai parlamentari degli stati membri a cui i seggi sono assegnati in base alla dimensione demografica dello stato di appartenenza. Gli stati più grandi, Germania, Francia, Italia e Russia hanno 18 membri. Attualmente l’Assemblea non ha un ruolo decisionale, bensì funzione consultiva, esercitata tramite raccomandazione e risoluzioni. Elegge il Segretario Generale su proposta del Comitato dei Ministri.

  • Segreteria

Composta da 200 funzionari, svolge due funzioni: amministrativa e politica, rappresentando il Consiglio sulla scena internazionale.

Gli organi complementari sono :

  • Comitato dei poteri regionali e locali:

Si tratta di un organo consultivo istituito nel 1994 costituito dalla camera dei poteri locali che promuove la democrazia in Europa, e dalla camera dei poteri regionali, che si occupa della operazione tra le collettività locale e trabsregionali.

  • Commissario sui diritti umani:

E’ organo imparziale e indipendente che promuove la cultura e il rispetto dei diritti umani tramite visite presso gli stati membri, volte a controllare il rispetto dei diritti fondamentali nel territorio. Laddove infatti ravvisi anomalie o situazioni d’emergenza invia raccomandazioni agli stati e agli organi del Consiglio.

 Compiti e obiettivi del Consiglio d’Europa

Come il Consiglio d’Europa si occupa concretamente di diffondere la cultura e il rispetto dei diritti umani tra gli stati membri? Sebbene il suo campo d’azione sia abbastanza ampio e generale, essendo un’organizzazione politica si concentra essenzialmente nella diffusione di ideali democratici nel rispetto dell’identità culturale europea.

Il Comitato dei Ministri può adottare strumenti non giuridicamente vincolanti come  le raccomandazioni, tramite cui sollecita gli stati ad armonizzare le legislazioni nazionali e assicurare l’effettiva osservanza delle Convenzioni adottate. Per adempiere ai suoi scopi il Consiglio ricorre spesso alla stipulazione di convenzioni, che rappresentano la più importante attività normativa dell’organizzazione. In un’ottica di continua cooperazione, sono uno strumento di trait d’union tra le legislazioni nazionali, in materia di diritto civile, penale, diritti umani e ambito commerciale. Il compito di redigerle spetta all’Assemblea in collaborazione con comitati d’esperti, vengono, poi, adottate dal Comitato dei ministri e ratificati dagli stati firmatari in conformità alle norme costituzionali. Per garantire l’effettivo rispetto dei principi sanciti, alcune convenzioni prevedono un meccanismo di controllo tramite un comitato d’esperti che periodicamente monitora e presenta rapporti in merito all’osservanza della convenzione da parte dello stato in questione. Risale al 1987 la Convenzione Europea per la prevenzione della tortura e dei trattamenti inumani e degradanti. La più importante è la Convenzione Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo (CEDU) entrata in vigore nel 1953, che, ad oggi, rappresenta un punto fermo nella tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali.

[1] coe.int

Fonte immagine: coe.int

Anna Giusti

Anna Giusti studia Giurisprudenza presso l'Università di Napoli Federico II. Attualmente svolge un tirocinio presso il Consolato Generale degli Stati Uniti di Napoli. La collaborazione con Ius in itinere nasce dalla volontà di coniugare la sua grande passione per la scrittura al percorso di studi. Collaborare per l'area di diritto internazionale le permette di approfondire le tematiche che hanno da sempre suscitato maggiore interesse in lei, ovvero il diritto internazionale penale, la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti umani, il diritto dell'Unione Europea. Appassionata di viaggi, culture e letterature straniere, si è da sempre dedicata allo studio dell'inglese e del francese.

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