venerdì, Maggio 24, 2024
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Elisabetta Franchi: la CGIL la accusa di condotta antisindacale

Elisabetta Franchi, nota stilista ed influencer, è stata citata dinanzi al Tribunale di Bologna a seguito del ricorso presentato dalla CGIL per comportamento antisindacale.

L’imprenditrice ha inaugurato nel 1995 il proprio piccolo atelier e oggi vanta una rete di 87 boutique con una distribuzione capillare in tutto il mondo ed un fatturato che, nel 2019, ha raggiunto 120 milioni di euro di ricavi[1]. Nel 2019 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella le conferisce[2] l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine Al Merito della Repubblica Italiana[3] ed ha recentemente ottenuto un altro prestigioso riconoscimento: il Premio EY L’imprenditore dell’Anno, “riservato agli imprenditori che hanno contribuito in modo significativo alla crescita dell’economia italiana dimostrando intraprendenza, creatività e impegno senza eguali”[4].

Stando a quanto si apprende dalle principali testate di informazione, la CGIL avrebbe presentato un ricorso contro l’imprenditrice dinanzi al Tribunale di Bologna. La vertenza durerebbe da mesi, ma nelle ultime settimane avrebbe subito un’accelerazione. La causa scatenante sarebbe l’imposizione di orari straordinari ai lavoratori della fabbrica di Granarolo dell’Emilia, in provincia di Bologna, necessari per rispondere ai picchi di ordini della società, dopo il blocco dovuto alla pandemia. La condotta illecita sarebbe costituita dal procedimento disciplinare in cui sarebbero incorsi i dipendenti che si sarebbero rifiutati di presentarsi al lavoro di sabato, stando a quanto sostiene il sindacato. Dal canto suo, la società ha respinto ogni accusa, bollando l’addebito come un “pretestuoso accanimento nei confronti del brand”[5].

La condotta antisindacale è prevista dall’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori[6] laddove prevede la competenza del tribunale in composizione monocratica del luogo dove è posto in essere il comportamento con cui il datore di lavoro miri ad impedire o limitare l’esercizio della libertà e della attività sindacale nonché del diritto di sciopero.

La situazione, come rappresentata dalla società detentrice del marchio Elisabetta Franchi da una parte e dalla sigla sindacale CGIL dall’altra, sembra proporre un controverso quanto antico conflitto di interessi: quello tra la libertà dell’esercizio d’impresa del datore di lavoro (art. 41 Cost.[7]) e il diritto al riposo del lavoratore (art. 36 Cost.[8]). La necessità di aumentare le ore di lavoro dei propri dipendenti, per poter soddisfare le richieste dei clienti, si pone in contrasto non solo con la volontà, ma anche con il diritto degli operai di trascorrere le ore del fine settimana a casa e di poter rifiutare richieste di prolungamento dell’orario di lavoro senza incorrere in sanzioni disciplinari.

In generale, la regolamentazione degli straordinari è contenuta all’interno del D. Lgs. 66 del 2003[9], emanato per dare attuazione alle direttive 93/104/CE[10] e 2000/34/CE[11].
In particolare, l’art. 5 del predetto D. Lgs., al comma 1, prevede che il ricorso a prestazioni di lavoro straordinario deve essere contenuto.

L’art. 36 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro[12] definisce il lavoro straordinario come avente carattere volontario ed aggiunge che, quando riguardi gruppi di lavoratori, formerà oggetto di esame preventivo tra direzione aziendale e Rappresentanze Sindacali Unitarie[13]: parrebbe essere proprio questa la disposizione violata dall’azienda bolognese, che non si sarebbe mai resa disponibile ad alcun incontro coi sindacati.

Dunque, il Tribunale di Bologna dovrà accertare la legittimità o meno della condotta tenuta dall’azienda di Elisabetta Franchi.

[1] Si legga la biografia della stilista al sito: https://www.elisabettafranchi.com/it/biografia

[2] La pagina dedicata sul sito del Quirinale al seguente link: https://www.quirinale.it/onorificenze/insigniti/361245

[3] È possibile consultare le ragioni per cui è stata riconosciuta tale onorificenza alla stilista al seguente link: https://www.quirinale.it/page/omri

[4] Cos’è il premio EY: informazioni al seguente link: https://www.ey.com/it_it/ey-entrepreneur-of-the-year-italy

[5] M. Madonia, La Cgil accusa Elisabetta Franchi, la vertenza finisce in Tribunale, Novembre 2021, disponibile qui: https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/cronaca/21_novembre_26/cgil-accusa-elisabetta-franchi-vertenza-finisce-tribunale-f42882f6-4eb9-11ec-bd94-74aa3a27be08.shtml

[6] L. 20 maggio 1970, n. 300

[7] Art. 41 Cost.: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.” Testo completo al seguente link: https://www.gazzettaufficiale.it/dettaglio/codici/costituzione

[8] Art. 36 Cost.: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.” Testo completo al seguente link: https://www.gazzettaufficiale.it/dettaglio/codici/costituzione

[9] Testo normativo al seguente link: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2003/04/14/003G0091/sg

[10] Testo normativo al seguente link: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:31993L0104&from=PL

[11] Testo normativo al seguente link: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32000L0034&from=NL

[12] Per maggiori informazioni si veda: https://www.conflavoro.it/ccnl/

[13] Organismi di rappresentanza sindacale in azienda

Linda Bano

Avvocato del Foro di Treviso, collaboratrice dell'area di Fashion Law. Linda Bano si laurea presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Padova con tesi in diritto costituzionale "Il fondamento costituzionale della repressione delle idee (neo)fasciste" e si diploma presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali all'Università degli Studi di Milano, durante la quale svolge un tirocinio presso la Procura Generale presso la Corte d'Appello di Milano.

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