domenica, Luglio 21, 2024
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Finanza sostenibile: verso i Green Bond Standards

La finanza sostenibile[1] rappresenta al giorno d’oggi uno degli argomenti di maggiore attualità nei mercati finanziari.

Nel mese di marzo 2018 la Commissione Europea ha lanciato il suo Piano d’Azione a sostegno della crescita sostenibile, volto a definire una strategia in grado di includere la finanza come strumento a supporto della crescita sostenibile.

In questo contesto, è stato nominato il Technical Expert Group (TEG) sulla finanza sostenibile, composto da 35 esperti provenienti dalla società civile, dalle università e dal settore finanziario, allo scopo di supportare la redazione dei seguenti temi:

  • un sistema di classificazione UE (tassonomia) utile a determinare se un’attività economica è sostenibile dal punto di vista ambientale;
  • gli standard UE in materia di Green Bond;
  • i benchmark per le strategie di investimento verso tecnologie a basse emissioni di carbonio;
  • una guida per migliorare la comunicazione aziendale di informazioni relative al clima[2].

Il mercato dei green bond a livello mondiale è cresciuto molto rapidamente negli ultimi anni. Dal 2007[3] ad oggi sono stati investiti più di 350 miliardi di Euro in emissioni green[4], dei quali circa 130 miliardi sono stati emessi da soggetti europei.

In tal modo, i green bond hanno fornito al mercato dei capitali uno strumento efficace per mappare la sostenibilità delle aziende e hanno agevolato il processo di implementazione delle innovazioni tecnologiche nell’economia reale.

Il primo tentativo di standardizzazione di questo mercato è arrivato nel 2014, anno di pubblicazione dei Green Bond Principles da parte di diverse banche, successivamente sviluppati e fatti propri dall’International Capital Market Association (ICMA).

Successivamente nel 2015, con la diffusione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG)[5] da parte delle Nazioni Unite e degli Accordi di Parigi sui cambiamenti climatici, è partita la call for action rivolta a tutti gli operatori del settore al fine di supportare anche finanziariamente lo sviluppo e la crescita sostenibile, in conformità con tali goals.

In tale contesto, lo scorso 6 marzo 2019, il TEG ha pubblicato una proposta di EU Green Bond Standards (GBS), è uno standard da seguire su base volontaria che viene proposto agli emittenti che desiderano con le migliori market practices del settore. Tali GBS sono pensati per essere accessibili ed applicabili ovunque, similmente a quanto già fatto dall’International Capital Markets Association (ICMA) con i Green Bond Principles.

L’intento dei GBS è disciplinare le quattro componenti fondamentali dei Green Bond: Green Projects, Green Bond Framework, Reporting e Verification.

Analizziamo dunque nel dettaglio gli aspetti rilevanti:

Green Projects

Un Green Project può essere definito come tale soltanto laddove l’utilizzo del capitale raccolto dall’emissione obbligazionaria, o un ammontare equivalente, sia destinato ad essere allocato esclusivamente a finanziare/rifinanziare progetti “green” in grado, inter alia, a contribuire sostanzialmente almeno ad uno dei seguenti obiettivi europei in tema ambiente:

  • mitigazione dei cambiamenti climatici;
  • adattamento ai cambiamenti climatici;
  • uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marine;
  • transizione verso modelli di economia circolare, riciclaggio di rifiuti e prevenzione degli stessi;
  • controllo e prevenzione dell’inquinamento;

Tali Green Projects dovranno essere presenti all’interno del Green Bond Framework[6] e nella documentazione legale che accompagna l’emissione di tali obbligazioni. Nel caso in cui tali Green Projects non siano stati identificati alla data di emissione del bond, l’emittente sarà tenuto a descrivere il tipo e gli obiettivi di Green Project che si intende finanziare. In particolare, le “green expenditures” sono considerate eligible al rifinanziamento di un progetto rientrante nel periodo di riferimento di massimo tre anni prima dell’emissione del bond. Per gli “eligible assets”, che includono beni fisici materiali ed attività finanziarie (i.e. prestiti) non esiste uno specifico periodo di riferimento per essere ammessi a godere dei proventi dell’emissione[7].

Green Bond Framework

Il Green Bond Framework rappresenta il documento tramite il quale l’emittente comunica alla platea di investitori i progetti che saranno finanziati per il tramite del Green Bond, fornendo indicazioni chiave sugli aspetti maggiormente rilevanti, quali l’uso dei proventi (proceeds) derivanti dalla raccolta e la futura allocazione.

Pertanto, all’interno del Green Bond Framework, l’emittente dovrà fornire le seguenti informazioni:

  • Gli obiettivi ambientali che si intendono raggiungere tramite il Green Bond, nonché le modalità tramite le quali la strategia aziendale sia orientata a raggiungere tali obiettivi, unitamente alle motivazioni che hanno spinto l’emittente a reperire tali risorse sul mercato dei capitali;
  •  
  • Il processo che ha condotto l’emittente all’individuazione dei Green Projects, in linea con la tassonomia UE e con il supporto di un certificatore estero accreditato.
  • Una descrizione dei Green Projects da finanziare o rifinanziare tramite il capitale raccolto. Laddove vi siano accordi di riservatezza, aspetti di tipo concorrenziale o il gran numero di progetti limiti la quantità di dettaglio disponibile, le informazioni potranno essere fornite in termini generici o su base aggregata di portafoglio;
  • Il processo che lega il prestito obbligazionario con la realizzazione dei Green Projects. In tal modo, l’emittente è tenuto a tracciare in modo appropriato i flussi finanziari dei proventi del Green Bond fino a quando il tutto sarà allocato alla realizzazione del progetto, attuando una sorta di segregazione di tali flussi. Fondamentale è gestire tale fase con una procedura aziendale per la gestione e la tracciabilità dei flussi dedicati;
  • Una descrizione della fase di reporting che includa informazioni sulla frequenza, sulla metodologia e sui presupposti usati per calcolare l’impatto del Green Bond alla luce della tassonomia UE.

Reporting

Gli emittenti devono fare reporting, almeno una volta l’anno e fino all’allocazione completa dei proventi del prestito obbligazionario in merito ai Green Projects. Tale reporting è richiesto anche successivamente, laddove vi siano stati modifiche sostanziali nella destinazione di tali proventi. Il report deve riguardare, inter alia:

  • Una dichiarazione di conformità con i Green Bond Standards dell’UE;
  • L’importo assegnato a ciascun Green Project, unitamente alla classificazione ai sensi della tassonomia UE;
  • La natura dei Green Projects (assets, capital expenditures, operating expenditures, etc.);
  • L’impatto ambientale effettivo o stimato dei Green Projects, sulla base dei parametri delineati nel Green Bond Framework;
  • La distribuzione geografica dell’allocazione dei proventi;
  • Green Bond Ratio, ossia l’importo totale dei Green Bond in circolazione diviso per l’importo totale del debito in circolazione alla fine del periodo di riferimento.

Verification

La fase di verifica deve essere attribuita ad un certificatore esterno nominato dall’emittente, il cui standing deve essere generalmente riconosciuto. Tale fase attiene sia alle procedure ex ante l’emissione del Green Bond, sia alla reportistica ex post.

La normativa richiede che i risultati della verifica devono essere resi pubblici sul sito dell’emittente, al fine di rendere gli investitori adeguatamente informati ed in grado di effettuare scelte di investimento consapevoli.

I soggetti interessati hanno tempo fino al prossimo 3 aprile per fornire un feedback sulla bozza di GBS.

In ogni caso sarà interessante monitorarne l’evoluzione, anche in un’ottica di valutare possibili sovrapposizioni con i Green Bond Principles emanati dall’ICMA.

[1] Per maggiori informazioni sul tema della finanza sostenibile v. M. Biscardi, Finanza Sostenibile, Febbraio 2018, disponibile al seguente link (https://www.iusinitinere.it/arbitro-bancario-finanziario-novita-in-arrivo-17272).

[2]European Commission, Techinal Expert Group on Sustainable Finance, 2018, disponibile al seguente link:

[3] Questa data segna l’emissione del primo green bond da parte di Banca Europea per gli Investimenti.

[4] Climate Bond Initiative, Bonds and Climate Change – The state of the market, Gennaio 2019, disponibile al seguente link (https://www.climatebonds.net/files/reports/cbi_sotm_2018_final_01k-web.pdf)

[5] Gli obiettivi di sviluppo sostenibile sono 17 obiettivi adottati dall’ONU che mirano a porre fine alla povertà, a lottare contro l’ineguaglianza e allo sviluppo sociale ed economico entro il 2030.

[6] Per una definizione del concetto di Green Bond Framework si rimanda all’apposito paragrafo.

[7] Letteralmente, “eligible assets shall qualify without a specific look-back period”.

Francesco Cimino

Francesco Cimino, Deputy Director dell'area Banking&Finance, 28 anni, laureato in giurisprudenza nel 2015 presso l'Università degli Studi Roma Tre con tesi in Diritto Commerciale dal titolo "Compliance nelle banche e nelle società finanziarie".  Ha conseguito un International Master in Export Compliance con project work dal titolo "Corporate compliance towards sanctions era: embedding banking approach in non-financial corporations". E' accreditato come Export Compliance Officer presso European Institute for Export Compliance. Ha lavorato come junior associate presso studio legale internazionale Allen&Overy (sede di Roma) nel dipartimento di International Capital Markets, curando attività di Debt Capital Markets e Regulatory Banking&Finance. Attualmente lavora nella Direzione Finanza di una grande corporate italiana.

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