martedì, Maggio 21, 2024
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Piano di rilancio: economia, sostenibilità e politica

Il Fondo Monetario Internazionale ha detto” Quello che fa bene alle donne, fa bene all’economia”[1]. Sappiamo che il Governo ha nominato una Commissione con l’ambizioso compito di formulare proposte per l’Italia. Il rapporto Colao è stato elaborato in un quadro delicato e in tempi strettissimi legati all’emergenza sanitaria. Rappresenta un tassello importante per il Piano Nazionale di Ripresa del nostro Paese anche se si presentano delle criticità.

Appare evidente una certa disconnessione tra ciò che prevede il rapporto e ciò che vuole la politica, in quanto le modalità di azione della classe dirigente non sembrano essere in linea con le linee guida del documento. Le politiche europee, per i prossimi cinque anni, pongono al centro gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Peraltro, la nuova indicazione della Commissione Europea prevede che i Paesi Membri nel dirigere il DEF tengano conto dei 17 obiettivi dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. In via preliminare ciò appare come una mera raccomandazione nell’ottica di attivare un processo di adattamento per gli Stati Membri che diventerà poi, nel futuro, uno schema necessario nella redazione del DEF e del PNR.

Al centro si pone il concetto di resilienza attorno al quale ruotano una serie di obiettivi fondamentali per la ripresa del Paese. Il concetto di resilienza si presenta come uno strumento per affrontare non solo le dinamiche economiche ma anche sociali e ambientali che comprendono i temi della digitalizzazione, della trasformazione verde e della lotta alle disuguaglianze.

La decisione di basare intorno alla resilienza i punti centrali del rapporto è data dalla consapevolezza, come cita Enrico Giovannini[2], che il futuro sarà caratterizzato da shock e dunque è necessario costruire un Paese più reattivo, capace di reagire alle avversità e un’economia più reattiva e competitiva. Anche la sostenibilità assume un ruolo centrale insieme all’equità, trovando una declinazione concreta all’interno del Rapporto.

La dimensione sociale ha un ruolo non meno importante per il rilancio del Paese, in quanto le proposte di digitalizzazione, innovazione, formazione, rivoluzione verde, equità di genere ed inclusione sociale sono dei pilastri fondamentali per realizzare il concetto di resilienza, di sostenibilità e di equità, in quanto, questi, non possono essere declinati correttamente se non si considerano anche tutti questi aspetti che compongono la dimensione sociale odierna.

Per il rilancio del Paese sono state scelte sei aree di intervento: impresa e lavoro, infrastrutture e ambiente, turismo arte e cultura, pubblica amministrazione ricerca e competenza, individui e famiglie. La commissione ha scelto di non occuparsi di specifici settori come l’agricoltura facendo un’eccezione solo per il settore del turismo.

La ragione risiede nella consapevolezza che il turismo rappresenta una specifica caratterizzazione del nostro Paese, una sorta di brand fondamentale per il rilancio del Paese inteso come arte e cultura. Queste sei aree di intervento per essere realizzate concretamente necessitano di tre riforme essenziali che comprendono: giustizia civile, fiscalità, welfare.

Inoltre sono previste delle procedure semplificate per le infrastrutture strategiche e cioè coerenti con il Green New Deal che ad oggi rappresenta la più importante rivoluzione sostenibile dell’Unione Europea, che tra i vari obiettivi prevede di raggiungere un impatto climatico zero entro il 2050. I processi di semplificazione per le infrastrutture strategiche prevedono chiaramente una regolamentazione esigente dove digitalizzazione e Green New Deal[3] non sono più elementi che fanno crescere il valore del punteggio del singolo progetto, ma diventano prerequisiti e dunque titoli necessari ai fini di un’ammissione.

Dunque, ogni progetto deve dimostrare di essere in grado di contribuire alla transazione economica, a quella energetica e alla digitalizzazione. Emerge, purtroppo, che nel Decreto Semplificazione tale impostazione non è ancora del tutto recepita e chiaramente i progetti infrastrutturali che non rispettano queste indicazioni non possono essere ancora realizzati.

E’ necessario, quindi, che il Rapporto Colao venga posto al centro di ogni piano di rilancio per consentire all’Italia di essere finanziabile dall’Europa[4]. E’ interessante, inoltre, come il Rapporto Colao ponga attenzione agli individui e alle famiglie. Il covid-19 ha acuito le fragilità e le criticità presenti in molti contesti familiari accentuando inoltre le difficoltà affrontate dalle donne.

Il rapporto però si presenta innovativo in quanto affronta il tema della parità di genere assorbendo, in un certo senso, lo slogan del Fondo Monetario Internazionale, nell’ottica di puntare ad una società più inclusiva, più equa, più forte. Dunque il Rapporto Colao[5] ha il grande merito di porre l’attenzione su queste tematiche non ancora del tutto recepite dal mondo della politica anche per ragioni di tempistiche diverse legate a determinate scelte e alle emergenze che ci sono state.

Si pensi, ad esempio, a misure come il Reddito di Cittadinanza e Quota Cento. Il reddito di cittadinanza presenta ancora delle lacune che vanno necessariamente colmate. Stessa valutazione per la misura Quota Cento che è diretta ad una specifica categoria di soggetti, ma certamente non interviene in quelle sfere marginali e complesse.

Dunque, malgrado i buoni propositi del Rapporto Colao di attuare una strategia inclusiva che coinvolga famiglie, individui, giovani all’atto pratico, sembra che si viaggi ancora in una diversa direzione. E’ evidente che vi è un’assenza di continuità, inoltre anche il bilancio pubblico svolge un ruolo centrale, ma è anche vero che così tante risorse per gestire una importante trasformazione non erano mai pervenute. Quindi occorre attenzione, obiettivi e idee chiare.

[1]

[2] Dagli Atti del Convegno “Proposte per l’Italia: il Rapporto Colao”

[3] https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal_it

[4] https://www.consilium.europa.eu/it/policies/green-deal/

[5] http://www.governo.it/sites/new.governo.it/files/comitato_rapporto.pdf

Fonte immagine: https://www.peopleforplanet.it/economia-circolare-ed-europa/

Valentina Marano

Si occupa di politiche pubbliche presso la Luiss Guido Carli.

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