lunedì, Luglio 15, 2024
Litigation & Arbitration

La competenza: tra disciplina codicistica e tranelli

È importante, nell’intraprendere una causa civile, considerare che il legislatore in virtù della vastità della materia civile e, a seconda della complessità della stessa, attribuisce il potere decisionale ad una molteplicità di giudici.

Come stabilire quindi a quale  componente della magistratura civile rivolgere il proprio quesito senza vedere la propria domanda rigettata in rito a causa dell’incompetenza ?

Risulta chiaro che il problema da risolvere riguarda giudici dello stesso ordine, e non giudici di ordini diversi (giudice amministrativo – giudice civile: in questi termini il problema riguarderebbe la giurisdizione), tant’è che la competenza si definisce come “la quantità di potere giurisdizionale attribuita a ciascun giudice nei confronti di altri giudici appartenenti allo stesso ordine” (Scala).

Ricordando che la Corte d’Appello, come giudice di primo grado, è competente in materia di delibazione delle sentenze straniere e sul risarcimento ex Legge Pinto (argomento trattato qui: http://www.iusinitinere.it/processo-lungo-le-parti-diritto-ad-unequa-riparazione-678), il codice di rito attribuisce le prime cure al giudice di pace ed al tribunale, la competenza dei quali è stabilita all’articolo 7 del codice di rito (per il giudice di pace) e negativamente per il tribunale all’articolo 9. Inutile ricordare come la competenza per valore soccomba nei confronti della competenza per materia, preme analizzare quello che potrebbe risultare un problema analizzando il disposto degli articoli 10 e 14 del codice di rito, rispettivamente concernenti la determinazione del valore della controversia e le cause relative a somme di danaro e a beni mobili. Giova ricordare che il valore della causa, ai fini della competenza, si determina dalla domanda proposta in giudizio, e che relativamente ai beni mobili, la competenza è del giudice di pace per cause fino a cinquemila euro (quando dalla legge tali cause non sono attribuite ad altro giudice), al di sopra la competenza sarà del tribunale.

Or dunque, l’articolo 14 stabilisce che nelle cause relative a somme di danaro o a beni mobili, il valore si determina in base alla somma indicata o al valore dichiarato dall’attore: in mancanza di indicazione e/o dichiarazione, la causa si presume di competenza del giudice adito. Il convenuto può contestare, ma soltanto nella prima difesa, il valore come sopra dichiarato o presunto; in tal caso il giudice decide ai soli fini della competenza in base a quello che risulta dagli atti e senza apposita istruzione. Se il convenuto non contesta il valore dichiarato o presunto, questo rimane fissato anche agli effetti del merito, nei limiti della competenza del giudice adito.

Considerando queste fondamentali precisazioni, cosa succede se l’attore propone domanda relativa a beni mobili senza specificarne il valore e lo fa davanti al giudice di pace ?

Chiaramente, essendo il valore della causa non specificato, sarà ritenuta competenza del giudice adito, in questo caso del giudice di pace con una competenza massima di cinquemila euro. Qualora il valore del bene mobile in discussione fosse superiore a tale somma, il convenuto ben potrebbe usufruire degli escamotage processuali indirettamente tesi a favorirlo, non contestando il valore della causa nella prima difesa, lasciando quindi la competenza al giudice adito. La conseguenza è palese: l’attore, qualora riuscisse ad ottenere una sentenza favorevole, otterrebbe un provvedimento dal valore di competenza massima del giudice adito, soffrendo quindi, in termini economici, una minusvalenza dovuta alla differenza tra il valore del bene mobile ed il valore della competenza del giudice adito.

Emanuele De Stefano

Laureato con lode in Giurisprudenza all'Università Federico II di Napoli con una tesi in diritto processuale civile. Scrivo per Ius In Itinere dal 2016 e sono Responsabile dell'area "Contenzioso". Nella vita privata mi dedico essenzialmente allo studio, amo giocare a tennis e seguo il Milan, mia grande passione da quando sono bambino. Il più grande amore della mia vita è Lapo, un meticcio di pastore tedesco.

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