venerdì, Aprile 12, 2024
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Vaccinazioni, approvato il Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-2019: ecco modifiche, novità e obiettivi prodotti

L’articolo 32 della Costituzione consacra il diritto alla salute quale diritto fondamentale prevedendo che “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.” (art. 32.1 Cost.). Da quanto disposto dalla carta fondamentale viene in rilievo come tale diritto sia garantito sul piano individuale ma anche su quello della collettività, per cui il diritto alla salute si manifesta anche quale dovere (motivo per cui alcuni vaccini sono resi obbligatori dalla legge al fine di evitare il propagarsi di alcune malattie). Così come è evidente la garanzia di cure per gli indigenti.  Chi scrive si propone in questa sede di analizzare il diritto alla salute alla luce della nuova normativa sui vaccini, di cui alcuni saranno resi gratuitamente (senza dunque il pagamento del ticket). È infatti stato approvato il nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-2019, allegato ai Livelli essenziali di assistenza (Lea), varato pochi giorni fa. Si prevede, per garantire adeguate coperture vaccinali, soprattutto per i nuovi nati, che in ogni Regione vi sia una procedura operativa scritta che specifichi le modalità di offerta delle vaccinazioni previste dal calendario vaccinale. La procedura si applica a livello regionale in tutte le sedi vaccinali. Ciascun operatore coinvolto nella realizzazione del processo ha la responsabilità di ottemperare a quanto richiesto dalla procedura e di segnalare al responsabile della procedura o ai referenti eventuali non conformità o non applicabilità della stessa, così da poterne rilevare possibilità di miglioramento e opportunità di revisione. In ciascuna sede vaccinale viene nominato un Responsabile per il reclutamento dei nuovi nati e la gestione del rifiuto delle vaccinazioni il quale è garante della conformità delle attività comprese nella procedura per quello che attiene: l’individuazione dei soggetti da invitare a vaccinazione, il controllo dell’archivio vaccinale per il recupero dei soggetti che non si sono presentati, l’invito scritto alla vaccinazione, gestione del rifiuto delle vaccinazioni. Per lo specifico caso del rifiuto a sottoporsi alla vaccinazione è previsto un colloqui motivazionale allo scopo di informare il paziente dai pericoli che dal rifiuto ne derivano. Infatti, l’obiettivo di questo piano è “aumentare l’adesione consapevole alle vaccinazioni nella popolazione generale, anche attraverso la conduzione di campagne di vaccinazione per il consolidamento della copertura vaccinale” (come si legge al punto 4 del paragrafo sugli obiettivi del suddetto Piano)  anche sostenendo, a tutti i livelli, il senso di responsabilità degli operatori sanitari, dipendenti e convenzionati con il sistema sanitario nazionale, e la piena adesione alle finalità di tutela della salute collettiva, che si realizzano attraverso i programmi vaccinali, prevedendo adeguati interventi sanzionatori qualora sia identificato un comportamento di inadempienza. In quanto alcune malattie infettive possono essere prevenute e uno degli interventi più efficaci e sicuri in Sanità Pubblica è rappresentato proprio dalla vaccinazione. Il suddetto Piano si è reso necessario per appianare lo squilibrio esistente sul piano sanitario regionale.

Si giunge, dunque, allo specifico contenuto del Piano per quanto riguarda i tipi di vaccinazione che lo stesso divide per fasce di età: per il primo anno di età (indispensabile per immunizzare contro alcune delle malattie prevenibili somministrando i cicli di base che nella maggior parte dovranno essere ripresi nei successivi anni di vita) sono considerati obbligatori difterite, tetano e pertosse, poliomielite e anti-epatite B a cui si aggiunge (ecco la novità del Piano) il vaccino contro il meningococco B la cui mancanza potrebbe causare letali meningiti ed il Rotavirus che potrebbe causare gravi gastroenteriti nei più piccoli, ve ne sono altri poi solo raccomandati tra cui morbillo, parotite, rosolia, pertosse ecc. Per il secondo anno di vita è raccomandato il vaccino contro il meningococco C, contro morbillo-parotite-rosolia e contro la varicella altrimenti somministrabili mediante vaccino combinato quadrivalente. L’epoca dell’entrata nella scuola elementare (5-6 anni) è il momento per il richiamo delle vaccinazioni contro difterite, tetano, pertosse e poliomielite, che può essere effettuata preferenzialmente con vaccini combinati. L’adolescenza è il momento sia per la somministrazione di richiami di vaccinazioni già effettuate nell’infanzia, sia per nuove vaccinazioni da effettuare elettivamente in questo periodo della vita. È raccomandata per tutti gli adolescenti l’immunizzazione contro difterite, tetano, pertosse e poliomielite utilizzando vaccini combinati con dosaggi antigenici previsti per l’adulto. Particolare attenzione è da prestare alla vaccinazione contro il meningococco B: vista la sua recente introduzione, la priorità è rappresentata in questo momento dal suo utilizzo nell’età in cui è massimo l’impatto della malattia (prima infanzia), tuttavia si prospettano politiche di offerta attiva di tale vaccinazione anche nella popolazione adolescente e, nel caso in cui sussistano particolari condizioni di rischio che indichino una raccomandazione tale vaccinazione, anche in età adulta. Nel corso dell’età adulta è opportuna la somministrazione periodica (ogni 10 anni) della vaccinazione difterite-tetano-pertosse con dosaggio per adulto. In previsione di una possibile gravidanza, inoltre, le donne in età fertile devono assolutamente essere protette nei confronti di morbillo-parotite-rosolia (MPR) e della varicella, dato l’elevato rischio per il nascituro di infezioni contratte durante la gravidanza, specie nelle prime settimane di gestazione. È inoltre opportuna anche la vaccinazione delle donne di 25 anni di età con vaccino anti-HPV, anche utilizzando l’occasione opportuna della chiamata al primo screening per la citologia cervicale (Pap-test), oltre alla raccomandazione di utilizzo della vaccinazione secondo gli indirizzi delle Regioni (regime di co-pagamento) per tutte le donne. A 12 anni d’età è poi prevista la vaccinazione anti-papillomavirus, per le femmine e, novità, anche per i maschi.
Si evince che sono stati considerati i soggetti a rischio di tutte le età.

Il messaggio lanciato dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, è che «i vaccini non sono da considerarsi una cura ma attengono alla prevenzione collettiva della popolazione», si auspica dunque una sensibilizzazione della cittadinanza alla prevenzione, anche in virtù degli strumenti offerti dallo Stato volti ad eliminare le differenze sul piano Regionale.

Rossella Santonicola

Rossella Santonicola, nasce a Napoli nel 1994, é studentessa di giurisprudenza dell'ateneo federiciano attualmente iscritta al suo ultimo anno. Conseguita la maturità classica, ad indirizzo linguistico a Nocera inferiore (provincia di Salerno), città dove vive fin dalla nascita, segue poi la sua passione per lo studio del diritto. L'ammirazione per il diritto e per le lingue e culture europee la portano a studiare per un semestre diritto e Amministrazione delle Imprese all'Università cattolica di Pamplona (Spagna), grazie alla vincita di una borsa del progetto europeo ‘Erasmus’. Questa esperienza le apre nuovi orizzonti fino a farle sviluppare propensione per le materie che riguardano la Pubblica Amministrazione e la comparazione tra ordinamenti giuridici, che la conduce ad uno studio critico e ragionato del diritto. A conclusione del suo percorso universitario è attualmente impegnata a scrivere la tesi in diritto amministrativo comparato dal titolo "La prevenzione e il contrasto della corruzione. Prospettive di diritto comparato tra Italia e Francia". Da sempre amante della lettura, nel tempo libero si dedica a classici e romanzi. Ama viaggiare, scoprire posti nuovi, conoscere nuove culture e relazionarsi con persone sempre diverse. email: rossella.santonicola@iusinitinere.it

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